
Parlando davanti al Parlamento Europeo a Strasburgo questa mattina (16 settembre 2026), la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha dedicato gran parte del suo discorso annuale sullo Stato dell’Unione a migrazione e gestione delle frontiere – temi di grande rilevanza per la Francia, che si trova al centro dell’area Schengen e lungo diverse frontiere esterne ed interne chiave dell’UE. La Presidente ha sottolineato che “tutte le frontiere esterne sono frontiere europee”, esortando gli Stati membri ad accelerare l’attuazione del Patto su Migrazione e Asilo e a sostenere un nuovo Quadro Europeo di Risposta d’Emergenza. L’iniziativa permetterebbe a Bruxelles di dispiegare in pochi giorni personale, tecnologia e fondi in caso di movimenti di massa improvvisi – come il recente aumento a Ceuta – che rischiano di sovraccaricare le autorità nazionali. Von der Leyen ha inoltre annunciato piani per rafforzare Frontex, semplificare i rimpatri degli immigrati irregolari e aprire “Uffici Gateway” nei paesi partner per facilitare la mobilità legale del lavoro. Fondamentale per i viaggiatori d’affari e i lavoratori distaccati, ha ribadito l’impegno a “difendere le libertà della nostra area Schengen”, segnalando che i controlli temporanei alle frontiere interne, come quelli attualmente mantenuti dalla Francia lungo la costa della Manica, devono restare eccezionali e limitati nel tempo. Per le multinazionali francesi, il discorso offre due spunti concreti. Primo, un regime più prevedibile alle frontiere esterne dovrebbe ridurre i controlli ad hoc che hanno causato ritardi a catena negli aeroporti e ai terminal Eurostar. Secondo, i promessi Uffici Gateway potrebbero facilitare il reclutamento di competenze dal Nord Africa e dai Balcani occidentali – regioni su cui si basano sempre più i gruppi francesi nei settori delle costruzioni, IT e servizi alla persona. Ora gli stakeholder osserveranno con attenzione la rapidità con cui la Commissione pubblicherà i testi legislativi. Il Ministero dell’Interno francese ha già espresso sostegno, ma Parigi spingerà per garanzie che qualsiasi meccanismo di reazione rapida rispetti la sovranità nazionale e la cooperazione bilaterale di polizia esistente con il Regno Unito.
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