
Il cruscotto Schengen della Commissione Europea, aggiornato il 20 settembre, mostra che la Polonia ha formalmente notificato a Bruxelles un nuovo periodo di sei mesi di controlli alle frontiere interne con Germania e Lituania, dal 2 ottobre 2026 al 30 marzo 2027. La decisione è giustificata da Varsavia come risposta alla “persistente pressione migratoria” e ai rischi per l’ordine pubblico, riprendendo il linguaggio usato nelle precedenti notifiche, rinnovate consecutivamente dal luglio 2025.
Secondo il Codice delle frontiere Schengen, gli Stati membri possono reintrodurre i controlli solo come ultima risorsa, mantenendo ambito e durata al minimo indispensabile. La notifica polacca riguarda tutti i valichi terrestri con Germania e Lituania, rotte fondamentali per le catene di approvvigionamento europee che collegano i mercati scandinavi, baltici e dell’Europa centrale. Le aziende che spostano personale o merci attraverso queste frontiere devono prepararsi a controlli documentali, possibili code e ispezioni casuali dei veicoli.
Sebbene i collegamenti aerei e ferroviari restino tecnicamente interni a Schengen, non si possono escludere controlli ad hoc in stazioni e aeroporti. Gli operatori logistici stanno già adeguando i programmi di consegna per spedizioni just-in-time tra le fabbriche polacche e i clienti tedeschi. La notifica sarà inoltre esaminata dal Parlamento Europeo, che ha più volte criticato il crescente mosaico di controlli interni nell’area Schengen.
Tuttavia, vista la continua pressione migratoria irregolare via Bielorussia e la rotta dei Balcani occidentali, gli esperti ritengono improbabile un parere negativo da parte della Commissione. Per i professionisti della mobilità il messaggio è chiaro: il viaggio “senza frontiere” di Schengen resterà limitato lungo i confini occidentali e settentrionali della Polonia fino al 2027, e le politiche di viaggio dovranno essere adeguate di conseguenza.
Secondo il Codice delle frontiere Schengen, gli Stati membri possono reintrodurre i controlli solo come ultima risorsa, mantenendo ambito e durata al minimo indispensabile. La notifica polacca riguarda tutti i valichi terrestri con Germania e Lituania, rotte fondamentali per le catene di approvvigionamento europee che collegano i mercati scandinavi, baltici e dell’Europa centrale. Le aziende che spostano personale o merci attraverso queste frontiere devono prepararsi a controlli documentali, possibili code e ispezioni casuali dei veicoli.
Sebbene i collegamenti aerei e ferroviari restino tecnicamente interni a Schengen, non si possono escludere controlli ad hoc in stazioni e aeroporti. Gli operatori logistici stanno già adeguando i programmi di consegna per spedizioni just-in-time tra le fabbriche polacche e i clienti tedeschi. La notifica sarà inoltre esaminata dal Parlamento Europeo, che ha più volte criticato il crescente mosaico di controlli interni nell’area Schengen.
Tuttavia, vista la continua pressione migratoria irregolare via Bielorussia e la rotta dei Balcani occidentali, gli esperti ritengono improbabile un parere negativo da parte della Commissione. Per i professionisti della mobilità il messaggio è chiaro: il viaggio “senza frontiere” di Schengen resterà limitato lungo i confini occidentali e settentrionali della Polonia fino al 2027, e le politiche di viaggio dovranno essere adeguate di conseguenza.