
I ministri australiani per i dati e il digitale hanno presentato una strategia nazionale per l’*Identità Digitale e le Credenziali Verificabili*, fissando l’obiettivo al 2027 per un sistema di prova d’identità “solo digitale” valido per servizi governativi, industriali e viaggi internazionali. La strategia, approvata il 21 settembre 2026 da ministri del Commonwealth, degli stati e dei territori, impegna le giurisdizioni al riconoscimento reciproco delle identità digitali emesse dal governo e all’adozione di standard aperti che consentano di conservare passaporti, visti e patenti come credenziali verificabili nei portafogli digitali dei viaggiatori.
Pur essendo una riforma a livello economico generale, il documento ha impatti immediati per i responsabili della mobilità globale. Il Ministero degli Interni sta già sperimentando una Dichiarazione di Viaggio Australiana (ATD) completamente digitale e ha annunciato che le identità digitali saranno integrate direttamente nei chioschi SmartGate, riducendo i tempi di controllo all’arrivo a “pochi secondi”. La Border Force prevede che entro tre anni si possa eliminare la verifica manuale delle etichette dei visti e delle schede passeggeri, riducendo i tempi di attesa negli aeroporti per i viaggiatori business frequenti.
I fornitori di servizi per i viaggi aziendali accolgono con favore il piano, ma sottolineano che l’interoperabilità con i sistemi di altri Paesi è fondamentale. L’Australia intende allinearsi al quadro delle Credenziali di Viaggio Digitali (DTC) dell’Organizzazione Internazionale dell’Aviazione Civile, già in fase di sperimentazione a Singapore, Paesi Bassi e Canada.
Le aziende dovrebbero iniziare a testare soluzioni di portafogli digitali capaci di contenere credenziali verificabili emesse da diverse autorità, per garantire che il personale possa imbarcarsi e superare i controlli anche in caso di smarrimento dei documenti cartacei.
I gruppi per la privacy apprezzano l’impegno della Strategia a una “divulgazione minima” — confermare solo gli attributi necessari per una transazione — ma chiedono garanzie più rigorose prima della condivisione internazionale di dati biometrici e credenziali. Il governo ha dichiarato che l’Australian Competition and Consumer Commission regolerà l’accreditamento, mentre l’Ufficio del Commissario Australiano per l’Informazione vigilerà sul rispetto della privacy.
Per le multinazionali attive in Australia, il prossimo passo sarà mappare come le identità digitali interagiranno con i controlli sul diritto al lavoro. Una volta attivi i visti di lavoro verificabili, i datori potranno scansionare un codice QR e ricevere conferma in tempo reale dal Ministero degli Interni, riducendo il carico amministrativo delle verifiche VEVO. I team di mobilità dovrebbero già collaborare con i fornitori di tecnologie HR per integrare le API di validazione delle credenziali in vista della scadenza del 2027.
Pur essendo una riforma a livello economico generale, il documento ha impatti immediati per i responsabili della mobilità globale. Il Ministero degli Interni sta già sperimentando una Dichiarazione di Viaggio Australiana (ATD) completamente digitale e ha annunciato che le identità digitali saranno integrate direttamente nei chioschi SmartGate, riducendo i tempi di controllo all’arrivo a “pochi secondi”. La Border Force prevede che entro tre anni si possa eliminare la verifica manuale delle etichette dei visti e delle schede passeggeri, riducendo i tempi di attesa negli aeroporti per i viaggiatori business frequenti.
I fornitori di servizi per i viaggi aziendali accolgono con favore il piano, ma sottolineano che l’interoperabilità con i sistemi di altri Paesi è fondamentale. L’Australia intende allinearsi al quadro delle Credenziali di Viaggio Digitali (DTC) dell’Organizzazione Internazionale dell’Aviazione Civile, già in fase di sperimentazione a Singapore, Paesi Bassi e Canada.
Le aziende dovrebbero iniziare a testare soluzioni di portafogli digitali capaci di contenere credenziali verificabili emesse da diverse autorità, per garantire che il personale possa imbarcarsi e superare i controlli anche in caso di smarrimento dei documenti cartacei.
I gruppi per la privacy apprezzano l’impegno della Strategia a una “divulgazione minima” — confermare solo gli attributi necessari per una transazione — ma chiedono garanzie più rigorose prima della condivisione internazionale di dati biometrici e credenziali. Il governo ha dichiarato che l’Australian Competition and Consumer Commission regolerà l’accreditamento, mentre l’Ufficio del Commissario Australiano per l’Informazione vigilerà sul rispetto della privacy.
Per le multinazionali attive in Australia, il prossimo passo sarà mappare come le identità digitali interagiranno con i controlli sul diritto al lavoro. Una volta attivi i visti di lavoro verificabili, i datori potranno scansionare un codice QR e ricevere conferma in tempo reale dal Ministero degli Interni, riducendo il carico amministrativo delle verifiche VEVO. I team di mobilità dovrebbero già collaborare con i fornitori di tecnologie HR per integrare le API di validazione delle credenziali in vista della scadenza del 2027.
Fonte: Department of Finance
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