
Un cittadino ucraino di 32 anni con un lungo passato criminale è stato espulso dalla Polonia a seguito di un’operazione congiunta tra la polizia di Bytom e la stazione della Guardia di Frontiera di Ruda Śląska. L’uomo, arrestato il 18 settembre con l’accusa di narcotraffico, vantava numerose condanne precedenti per possesso di droga, aggressione, furto e frode. Il quartier generale della Guardia di Frontiera ha confermato il 21 settembre che è stato scortato al confine ucraino e gli è stato imposto un divieto di reingresso nell’area Schengen della durata di cinque anni. Il caso evidenzia l’intensificarsi dell’attenzione della Polonia verso le espulsioni per motivi di ordine pubblico. Dall’entrata in vigore della normativa modificata nell’aprile 2026, i comandanti regionali possono accelerare le procedure di espulsione nei confronti di cittadini extracomunitari considerati una minaccia per la sicurezza, evitando lunghe udienze giudiziarie. Le autorità riferiscono che dall’inizio dell’anno sono state effettuate 1.240 espulsioni di questo tipo, con un aumento del 34% rispetto allo stesso periodo del 2025. Per i datori di lavoro di personale straniero, il messaggio è chiaro: qualsiasi attività criminale, anche reati minori legati alla droga, può ora comportare la revoca immediata del permesso di soggiorno e un divieto di ingresso pluriennale. I team di compliance devono assicurarsi che i dipendenti sponsorizzati conoscano le leggi penali polacche e che le risorse umane vengano tempestivamente informate di eventuali contatti con la polizia. Questo sviluppo riflette anche una tendenza più ampia nell’UE a collegare lo status migratorio a criteri di ordine pubblico. Germania, Paesi Bassi e Austria hanno introdotto regole simili per l’espulsione rapida negli ultimi 12 mesi. Le multinazionali dovrebbero rivedere le politiche di mobilità interna per tenere conto delle diverse soglie di applicazione nei vari Stati membri. Pur trattandosi di un caso isolato, il cambiamento di policy introduce un ulteriore livello di rischio per le missioni in Polonia e richiede un rafforzamento della formazione sul comportamento dei dipendenti.
Fonte: Polish Border Guard HQ
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