
I giovani malesi che sperano di trascorrere un anno lavorando e viaggiando in Australia devono mettere in pausa i loro piani. Il quotidiano malese The Star ha riportato il 25 settembre che Canberra ha temporaneamente sospeso l’accettazione delle domande per il visto Work and Holiday (sottoclasse 462) per la prima volta da Malesia e altri 21 paesi partner, a causa del rischio di superamento dei limiti annuali. Questa sospensione fa parte di una riforma più ampia dell’immigrazione volta a ridurre il fenomeno del “salto tra visti” e a contenere la migrazione netta in Australia a 245.000 persone entro metà 2027.
Le associazioni di settore temono che questa pausa renda l’Australia meno attrattiva per i giovani viaggiatori a lungo termine, che solitamente soggiornano più a lungo, spendono di più e coprono i posti di lavoro temporanei in ospitalità, agricoltura e turismo. Natassia Wheeler, CEO del Queensland Tourism Industry Council, ha definito questo visto “un rito di passaggio” che trasforma i backpacker in “ambasciatori a vita dell’Australia”.
Nel programma Work and Holiday, la Malesia ha un limite di 1.100 posti per il primo anno di partecipazione. A metà settembre, questa quota era quasi esaurita. Limiti simili si stanno stringendo anche per Spagna (3.400 posti) e Singapore (2.500). Cina, India e Vietnam sono già soggetti a un sistema a sorteggio; si prevede che anche l’Indonesia adotterà questa modalità entro fine anno.
Per i responsabili della mobilità, il consiglio è di agire tempestivamente. Le domande già presentate dai paesi in pausa continueranno a essere elaborate, ma i nuovi aspiranti dovranno attendere l’apertura del prossimo anno di programma, il 1° luglio 2027, o cercare di ottenere riassegnazioni di quote non utilizzate. I datori di lavoro nelle aree regionali australiane che dipendono dai Working Holiday Makers per la raccolta agricola dovrebbero valutare visti temporanei alternativi o il programma Pacific Australia Labour Mobility.
Le associazioni di settore temono che questa pausa renda l’Australia meno attrattiva per i giovani viaggiatori a lungo termine, che solitamente soggiornano più a lungo, spendono di più e coprono i posti di lavoro temporanei in ospitalità, agricoltura e turismo. Natassia Wheeler, CEO del Queensland Tourism Industry Council, ha definito questo visto “un rito di passaggio” che trasforma i backpacker in “ambasciatori a vita dell’Australia”.
Nel programma Work and Holiday, la Malesia ha un limite di 1.100 posti per il primo anno di partecipazione. A metà settembre, questa quota era quasi esaurita. Limiti simili si stanno stringendo anche per Spagna (3.400 posti) e Singapore (2.500). Cina, India e Vietnam sono già soggetti a un sistema a sorteggio; si prevede che anche l’Indonesia adotterà questa modalità entro fine anno.
Per i responsabili della mobilità, il consiglio è di agire tempestivamente. Le domande già presentate dai paesi in pausa continueranno a essere elaborate, ma i nuovi aspiranti dovranno attendere l’apertura del prossimo anno di programma, il 1° luglio 2027, o cercare di ottenere riassegnazioni di quote non utilizzate. I datori di lavoro nelle aree regionali australiane che dipendono dai Working Holiday Makers per la raccolta agricola dovrebbero valutare visti temporanei alternativi o il programma Pacific Australia Labour Mobility.
Fonte: The Star (Malaysia)
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