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La Camera Alta blocca ulteriori tutele per le vittime senza documenti di violenza sessuale

set 25, 2026
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La Camera Alta blocca ulteriori tutele per le vittime senza documenti di violenza sessuale
Il 24 settembre 2026 il Consiglio degli Stati svizzero ha respinto con 28 voti contro 12 (3 astenuti) una mozione del Consiglio nazionale che avrebbe vietato a polizia e procuratori di segnalare migranti irregolari che si presentano per denunciare reati sessuali. La proposta, presentata dalla deputata socialista Jessica Jaccoud, sosteneva che la paura della deportazione scoraggia le vittime dal cercare giustizia e permette agli autori di agire impunemente. La maggioranza della commissione giuridica ha però ritenuto che il Codice penale non fosse il luogo adatto per affrontare il problema e che eventuali esenzioni dalle procedure di espulsione dovessero essere gestite nell’ambito della legge sull’immigrazione. È stato inoltre respinto un tentativo di estendere la protezione a *tutte* le vittime di reati senza documenti, non solo alle donne. Il ministro della Giustizia Beat Jans ha espresso il sostegno del governo all’idea, richiamando gli obblighi della Svizzera derivanti dalla Convenzione di Istanbul, ma non ha ottenuto i voti necessari in aula. ONG come Solidarité sans Frontières denunciano che la decisione lascia una zona grigia legale: le forze di polizia cantonali hanno discrezionalità e le pratiche variano molto, soprattutto nelle regioni di confine come Ginevra e Basilea. Per i datori di lavoro la sentenza mantiene lo status quo: le aziende che scoprono la residenza irregolare durante indagini interne devono ancora bilanciare gli obblighi di conformità con il rischio di ostruzione alla giustizia. I consulenti legali consigliano di utilizzare canali di segnalazione anonimi e di indirizzare le vittime verso ONG specializzate che possono negoziare permessi di soggiorno temporanei caso per caso. Gli osservatori prevedono che la questione tornerà al centro del dibattito quando il Parlamento discuterà la prossima revisione della Legge sugli stranieri e l’integrazione (LSI) all’inizio del 2027.
Fonte: Nau.ch

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