
CEUTA — Circa 600 residenti, molti avvolti in bandiere spagnole e intonando lo slogan “¡Fronteras seguras ya!”, hanno percorso domenica pomeriggio i quattro chilometri dalla zona centrale di Ceuta al valico di El Tarajal. La marcia spontanea è stata organizzata tramite gruppi WhatsApp locali, dopo che sui social media sono circolati video di nuovi tentativi di scalare la recinzione la scorsa settimana. I manifestanti accusano Madrid di aver lasciato l’enclave nordafricana “senza protezione” da quando, tra il 30 e il 31 luglio, 70.000 persone sono entrate, sopraffacendo le forze di sicurezza e il sistema di accoglienza. La protesta si è svolta in modo pacifico ma deciso. Le donne in testa portavano uno striscione con la scritta “No es inmigración, es una invasión”, mentre altri gridavano slogan contro il premier Pedro Sánchez e il delegato del governo centrale a Ceuta, Miguel Ángel Pérez Triano. All’arrivo al confine, i partecipanti si sono seduti brevemente sulla N-352, bloccando il traffico per mezz’ora finché la Polizia Nazionale non li ha convinti a liberare la carreggiata. Gli organizzatori hanno letto un manifesto che chiedeva: 1) il dispiegamento immediato di ulteriori unità anti-sommossa della Guardia Civil; 2) la sorveglianza aerea permanente della barriera frangiflutti; 3) il rimpatrio accelerato dei migranti non aventi diritto alla protezione. Hanno inoltre richiesto fondi UE equivalenti a quelli concessi alla Grecia per la frontiera di Evros. Pur non essendosi registrati incidenti, la protesta evidenzia la crescente pressione pubblica sul Ministero dell’Interno, che la scorsa settimana ha chiesto aiuto all’UE per “snellire le procedure d’emergenza” durante gli afflussi massicci. I responsabili dei viaggi aziendali con personale a Ceuta dovrebbero prevedere chiusure stradali sporadiche sulla N-352 e possibili rallentamenti ai posti di controllo, con un rafforzamento della presenza della polizia. Le aziende che spostano personale attraverso il corridoio di Tarajal sono invitate a monitorare il canale Telegram della Delegación del Gobierno per aggiornamenti in tempo reale e a considerare tempi extra per le ispezioni dei veicoli. Sul piano politico, la marcia di domenica dimostra come la crisi migratoria stia andando oltre la gestione delle frontiere, entrando nel dibattito elettorale interno. Con le elezioni regionali previste per maggio 2027, sia il conservatore PP che l’estrema destra Vox hanno promesso di fare delle “frontiere sicure” un punto centrale della campagna. I team di mobilità aziendale devono quindi prepararsi a una possibile volatilità delle politiche, che potrebbe includere controlli d’ingresso più severi e nuovi requisiti di registrazione per i dipendenti non UE nei prossimi mesi.
Fonte: Europa Press
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