
Da oggi, 29 settembre 2026, tutte le domande per il popolare visto Subclass 651 eVisitor per l’Australia devono essere presentate online utilizzando il Modulo 1362, a seguito dell’entrata in vigore dello strumento Migration (Arrangements for eVisitor Visa Applications) Instrument 2026 (LIN 26/061). Questo strumento, registrato ieri, sostituisce l’IMMI 16/111 e ufficializza il canale preferito dal Dipartimento degli Affari Interni: una domanda completamente elettronica presentata tramite ImmiAccount. In pratica, nulla cambia per i viaggiatori provenienti dai 36 paesi europei idonei all’eVisitor, ma questa revisione elimina ogni dubbio residuo sulla possibilità di presentare domande cartacee o moduli PDF inviati da agenti. Gli agenti di migrazione avvertono che una domanda presentata al di fuori del canale internet prescritto è ora legalmente nulla. Questo potrebbe creare problemi a piccoli tour operator che utilizzano ancora procedure obsolete o a clienti che tentano di inviare moduli direttamente alle ambasciate estere. Il Dipartimento sottolinea che questa revisione fa parte di un più ampio progetto di digitalizzazione del 90% delle domande di visto entro il 2027, con l’obiettivo di ridurre i costi di elaborazione e il rischio di frodi. I sistemi di frontiera già precompilano le carte passeggero utilizzando i dati di ImmiAccount; il Dipartimento prevede che questo collegamento più stretto migliori il profiling automatizzato dei rischi e permetta ai visitatori a basso rischio di passare più rapidamente attraverso gli SmartGate. Anche le compagnie aeree ne trarranno vantaggio, poiché i messaggi di errore nel processo di Advance Passenger Processing dovrebbero diminuire quando i dati del passaporto vengono inseriti una sola volta dal viaggiatore. Per i datori di lavoro multinazionali, l’aspetto principale riguarda la conformità: il personale che viaggia con un eVisitor per brevi incontri di lavoro deve ora conservare screenshot del modulo online e l’email di conferma come parte della documentazione di viaggio. Gli auditor interni hanno segnalato diversi casi recenti in cui le richieste di rimborso spese mancavano della prova del possesso del visto corretto. Le aziende con dipendenti europei che effettuano viaggi frequenti dovrebbero integrare il nuovo numero di modulo e l’URL nelle checklist pre-partenza.
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