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Il Canada elimina il divieto di 12 mesi per la PRRA per cittadini israeliani e palestinesi

ott 4, 2026
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Il Canada elimina il divieto di 12 mesi per la PRRA per cittadini israeliani e palestinesi
Ottawa ha aggiunto Israele e Palestina alla lista permanente dei paesi i cui cittadini possono richiedere una Valutazione del Rischio Pre-Rimozione (PRRA) senza dover attendere i consueti dodici mesi dopo un rifiuto della domanda di rifugio. L’esenzione, datata 29 settembre 2026 e resa pubblica il 3 ottobre, si applica a chi ha ricevuto una decisione negativa definitiva tra il 28 settembre 2025 e il 29 settembre 2026 dall’Immigration and Refugee Board, dalla Corte Federale o da una precedente PRRA. La PRRA rappresenta l’ultima possibilità di protezione in Canada, valutando se una persona rischierebbe persecuzioni, torture o pericolo di vita in caso di espulsione.

L’articolo 112 della Immigration and Refugee Protection Act impone normalmente ai richiedenti respinti di attendere un anno intero prima di ripresentare domanda, basandosi sull’ipotesi che nuove prove di rischio difficilmente emergano subito. Tuttavia, il Ministro può sospendere questo vincolo quando “le condizioni nel paese cambiano improvvisamente”. Le recenti escalation di violenza in Israele, Gaza e Cisgiordania soddisfano questo criterio, secondo IRCC.

In pratica, la finestra temporale è stretta: chi ha ricevuto un rifiuto dopo il 29 settembre 2026 deve ancora rispettare il periodo di attesa di 12 mesi; chi è stato respinto prima del 28 settembre 2025 ha già scontato l’attesa e può fare domanda secondo le regole ordinarie. Gli avvocati invitano chi è interessato a muoversi rapidamente, sottolineando che una decisione positiva della PRRA blocca l’espulsione e conferisce lo status di persona protetta, mentre una decisione negativa apre la strada alla deportazione.

L’esenzione segue precedenti deroghe concesse per Afghanistan (2021), Ucraina (2022) e Sudan (2023), dimostrando la prontezza del Canada a rispondere rapidamente a situazioni di sicurezza in deterioramento all’estero, pur entro un quadro giuridico ben definito. I datori di lavoro di lavoratori stranieri temporanei provenienti dalla regione dovrebbero rivedere i fascicoli del personale, poiché il rischio di espulsioni improvvise potrebbe temporaneamente diminuire per chi ha diritto a presentare domanda.

IRCC non ha fornito dati sul numero di persone che rientrano nella nuova finestra di ammissibilità, ma gli avvocati stimano “decine, non migliaia”. Il dipartimento monitorerà la situazione sul campo e potrebbe reintrodurre il divieto o ampliare la finestra in base all’evolversi degli eventi.
Fonte: IRCC.com

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