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Il cruscotto Schengen dell’UE conferma che i controlli alle frontiere interne della Francia resteranno in vigore fino al 31 ottobre 2026

ott 4, 2026
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Il cruscotto Schengen dell’UE conferma che i controlli alle frontiere interne della Francia resteranno in vigore fino al 31 ottobre 2026
Il cruscotto della Commissione Europea per il controllo delle frontiere Schengen, aggiornato al 4 ottobre, include la Francia tra gli Stati membri che continuano ad applicare controlli temporanei alle frontiere interne. Parigi ha reintrodotto questa misura nel 2015, rinnovandola ogni sei mesi; l’ultima notifica copre il periodo dal 1° maggio al 31 ottobre 2026 e riguarda le frontiere terrestri, marittime e aeree, in particolare la costa della Manica e i collegamenti con il Regno Unito. Secondo il Ministero dell’Interno francese, l’estensione risponde a “minacce jihadiste persistenti, un aumento degli attacchi antisemiti e la crescita di reti di contrabbando che facilitano la migrazione irregolare”. I viaggiatori d’affari e i lavoratori distaccati che entrano in Francia da un altro paese Schengen devono quindi ancora aspettarsi controlli passaporti, un’eccezione alle normali regole di libera circolazione Schengen. Sebbene le code siano generalmente più brevi rispetto alle frontiere esterne, sono stati segnalati ritardi fino a 30 minuti nelle ore di punta al terminal Eurotunnel di Coquelles e sui treni Thalys tra Parigi e Bruxelles. I datori di lavoro dovrebbero informare il personale che è obbligatorio avere un documento di viaggio valido anche per i viaggi intra-Schengen verso la Francia e prevedere tempi supplementari per i controlli di sicurezza nei porti dei traghetti, nei nodi Eurostar e in alcuni aeroporti regionali come Lille e Biarritz, dove i controlli a campione sono frequenti. Ai titolari di permessi di soggiorno UE e di carte per lavoratori frontalieri (articolo 50 TUE) si consiglia di portarli con sé, poiché gli agenti potrebbero richiedere la prova del soggiorno legale. Le aziende che pianificano grandi riunioni in Francia durante ottobre dovrebbero monitorare gli aggiornamenti del Ministero dell’Interno nel caso in cui la misura venga prorogata anche a novembre e oltre.
Fonte: European Commission – Migration & Home Affairs

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