
Circa un centinaio di manifestanti francesi e tedeschi sono partiti sabato 3 ottobre dalla Marktplatz di Kehl, attraversando il Ponte d’Europa verso Strasburgo, per protestare contro il proseguimento dei controlli tedeschi al confine terrestre franco-tedesco. Organizzata dai Giovani Europei di Strasburgo insieme ai loro omologhi del Baden-Württemberg sotto lo slogan “Non toccate il mio Schengen!”, la manifestazione ha coinciso con la Giornata dell’Unità tedesca, mettendo in luce quella che i partecipanti hanno definito la riemersione di “frontiere fisiche e psicologiche” lungo il Reno. I controlli, reintrodotti da Berlino nel settembre 2024 e recentemente prorogati almeno fino a marzo 2027, sarebbero dovuti cessare il 15 settembre, ma sono stati estesi a causa delle preoccupazioni legate alla migrazione irregolare. Automobilisti e utenti del tram che attraversano tra Strasburgo e Kehl segnalano quotidiani ingorghi che aggiungono dai 20 ai 40 minuti a ogni viaggio, compromettendo il mercato del lavoro transfrontaliero da cui dipendono circa 50.000 lavoratori dell’Alsazia e del Baden. Le imprese locali avvertono che anche i tempi di consegna e le catene di approvvigionamento just-in-time stanno subendo pesanti ripercussioni. L’Eurometropoli di Strasburgo ha chiesto controlli proporzionati e l’immediato impiego di più agenti doganali per velocizzare i flussi, mentre le camere di commercio francesi e tedesche temono un effetto deterrente sugli investimenti nella regione dell’Alto Reno. Per i responsabili della mobilità globale, l’episodio è un monito: le frontiere interne di Schengen possono trasformarsi in colli di bottiglia da un giorno all’altro. Le aziende con dipendenti che vivono da una parte del Reno e lavorano dall’altra dovrebbero rivedere le indennità di trasporto, scaglionare gli orari di lavoro quando possibile e informare i lavoratori su attraversamenti alternativi come il Ponte Pförtner o il Pont Pflimlin, che attualmente registrano code leggermente più brevi. Per incarichi a lungo termine potrebbe essere necessario prevedere budget per alloggi temporanei, così da permettere ai dipendenti di soggiornare più vicino ai luoghi di lavoro fino alla rimozione dei controlli.
Fonte: Dernières Nouvelles d’Alsace
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