
L’aggiornamento quotidiano della Commissione Europea sui controlli temporanei alle frontiere interne, pubblicato il 4 ottobre, conferma che la Francia manterrà i controlli su tutte le sue frontiere terrestri, marittime e aeree almeno fino al 31 ottobre 2026. La misura, introdotta per la prima volta a maggio, giustifica la proroga con la “persistente minaccia jihadista, l’aumento degli attacchi antisemiti e le reti di traffico di migranti”. Di fatto, i viaggiatori provenienti dagli Stati Schengen confinanti continuano a essere sottoposti a controlli a campione nei principali valichi stradali (in particolare sull’A2 dalla Belgio e sull’A9 dalla Spagna) e al controllo dei documenti su alcuni treni ad alta velocità TGV Inoui e Thalys. Anche le compagnie aeree che operano voli intra-Schengen verso Parigi-Orly e Lione-Saint-Exupéry segnalano verifiche casuali dei documenti d’identità al gate. Per i responsabili della mobilità aziendale, l’impatto riguarda soprattutto l’allungamento dei tempi di viaggio. Gli spostamenti porta a porta, che prima si basavano sulla libera circolazione Schengen, ora richiedono 20-30 minuti in più per eventuali controlli. Le aziende di logistica che trasportano pezzi di ricambio critici attraverso le frontiere italiane e tedesche consigliano agli autisti di portare con sé contratti stampati e prove delle scadenze di consegna per ridurre al minimo i ritardi. Le autorità francesi hanno lasciato intendere che i controlli potrebbero essere estesi di altri sei mesi ai sensi dell’Articolo 25a del Codice delle Frontiere Schengen, qualora il livello di rischio rimanga elevato, una prospettiva che il settore dei viaggi teme possa normalizzare le difficoltà all’interno della più grande area di libera circolazione europea. Fino almeno a novembre, i team HR dovrebbero ricordare al personale in viaggio che è obbligatorio avere un documento d’identità nazionale valido o un passaporto, anche su voli di tipo domestico come Marsiglia–Parigi se il viaggio ha origine all’estero, e che le carte di soggiorno potrebbero non essere sufficienti.
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