
La Commissione Europea ha aggiornato l’8 ottobre il registro sulla “Reintroduzione Temporanea del Controllo alle Frontiere”, registrando ufficialmente la decisione della Polonia di mantenere i controlli alle frontiere terrestri con Germania e Lituania fino al 30 marzo 2027. La misura, autorizzata da un regolamento del Ministero dell’Interno il 1° ottobre, cita la “persistente pressione migratoria” e la necessità di contrastare le reti organizzate di trafficanti di persone. Secondo le regole di Schengen, gli Stati membri possono reintrodurre controlli alle frontiere interne per periodi rinnovabili di sei mesi in risposta a minacce gravi. La Polonia ha esercitato questa opzione ininterrottamente dal luglio 2025, controllando oltre 4,5 milioni di viaggiatori e negando l’ingresso a quasi 2.500 persone ritenute migranti irregolari o facilitatori. L’inserimento nel registro della Commissione è rilevante perché vettori e gestori della mobilità si basano su questo database per stabilire i controlli documentali su passeggeri di autobus e treni. Praticamente, i viaggiatori che entrano in Polonia via terra o ferrovia da Germania e Lituania devono continuare a portare passaporti o carte d’identità nazionali, mentre i cittadini non UE devono essere in possesso di visti o permessi di soggiorno validi. Gli operatori del trasporto merci a lunga distanza segnalano tempi di attesa tra i 20 e i 40 minuti ai valichi di Świecko, Olszyna e Budzisko, ritardi che si prevede aumenteranno con l’arrivo dell’inverno. Per i team di mobilità internazionale, l’estensione significa che i lavoratori in transito intra-Schengen attraverso Germania o Lituania continueranno a essere sottoposti a controlli di polizia all’ingresso in Polonia. Le risorse umane dovrebbero informare i dipendenti sui documenti accettabili per la residenza Schengen (carta fisica o QR digitale UE) e considerare possibili ritardi alle frontiere nella pianificazione dei progetti. Le aziende che movimentano merci sensibili potrebbero valutare di prenotare in anticipo le corsie preferenziali “green-lane” offerte dalla Guardia di Frontiera polacca per gli Operatori Economici Autorizzati (AEO).