
Il Dipartimento degli Affari Interni australiano ha aggiornato discretamente la pagina web dei limiti nazionali per il visto Work and Holiday (sottoclasse 462), annunciando che le domande per la prima volta sono nuovamente accettate da 22 dei 29 paesi partner. Questa decisione annulla la sospensione di agosto che aveva bloccato la maggior parte delle candidature mentre il governo rivedeva i propri obiettivi migratori. I limiti variano da soli 100 posti per Lussemburgo e San Marino fino a 3.400 per Argentina, Cile e Spagna, quindi la domanda è destinata a superare rapidamente l’offerta.
Non è stato rilasciato alcun comunicato stampa in occasione dell’aggiornamento del 9 ottobre, ma gli agenti di migrazione confermano che il portale ImmiAccount consente nuovamente la presentazione delle domande dai paesi riaperti. Brasile, Mongolia e Papua Nuova Guinea restano sospesi, mentre Cina, India, Vietnam e Indonesia continuano a operare con un sistema a sorteggio.
Il Dipartimento degli Affari Interni comunica che i tempi medi di elaborazione per i visti Working-Holiday Maker si sono stabilizzati intorno ai tre mesi, dopo l’arretrato post-pandemico dello scorso anno. La riapertura arriva pochi giorni dopo una modifica normativa del 2 ottobre che impedisce ai titolari dei visti 417 e 462 di richiedere un visto Studente dall’interno del paese. I giovani viaggiatori che desiderano passare da un anno sabbatico a un percorso di studi dovranno quindi lasciare l’Australia e presentare la domanda di visto Studente dall’estero.
Il governo ha inoltre confermato che le estensioni per il secondo e terzo anno passeranno a un sistema a sorteggio, con un limite di 45.000 e 5.000 posti rispettivamente. Per i datori di lavoro nei settori dell’ospitalità, del turismo e dell’agricoltura regionale — che dipendono fortemente dalla manodopera dei backpacker — la decisione rappresenta una boccata d’aria fresca. Le aziende avevano segnalato carenze di personale durante la sospensione e avevano avvertito che la raccolta primaverile sarebbe stata sotto organico.
Università e scuole di lingua, invece, temono che l’obbligo di richiedere il visto Studente dall’estero possa indirizzare potenziali iscritti verso Canada o Regno Unito. Ai candidati si consiglia di consultare la pagina ufficiale dei limiti nazionali il giorno della domanda, raccogliere i documenti con anticipo e di evitare di prenotare voli prima dell’approvazione del visto. Poiché i limiti possono chiudere senza preavviso, i posti per passaporti molto richiesti come quelli di Spagna, Thailandia e Singapore potrebbero esaurirsi nel giro di poche settimane.
Non è stato rilasciato alcun comunicato stampa in occasione dell’aggiornamento del 9 ottobre, ma gli agenti di migrazione confermano che il portale ImmiAccount consente nuovamente la presentazione delle domande dai paesi riaperti. Brasile, Mongolia e Papua Nuova Guinea restano sospesi, mentre Cina, India, Vietnam e Indonesia continuano a operare con un sistema a sorteggio.
Il Dipartimento degli Affari Interni comunica che i tempi medi di elaborazione per i visti Working-Holiday Maker si sono stabilizzati intorno ai tre mesi, dopo l’arretrato post-pandemico dello scorso anno. La riapertura arriva pochi giorni dopo una modifica normativa del 2 ottobre che impedisce ai titolari dei visti 417 e 462 di richiedere un visto Studente dall’interno del paese. I giovani viaggiatori che desiderano passare da un anno sabbatico a un percorso di studi dovranno quindi lasciare l’Australia e presentare la domanda di visto Studente dall’estero.
Il governo ha inoltre confermato che le estensioni per il secondo e terzo anno passeranno a un sistema a sorteggio, con un limite di 45.000 e 5.000 posti rispettivamente. Per i datori di lavoro nei settori dell’ospitalità, del turismo e dell’agricoltura regionale — che dipendono fortemente dalla manodopera dei backpacker — la decisione rappresenta una boccata d’aria fresca. Le aziende avevano segnalato carenze di personale durante la sospensione e avevano avvertito che la raccolta primaverile sarebbe stata sotto organico.
Università e scuole di lingua, invece, temono che l’obbligo di richiedere il visto Studente dall’estero possa indirizzare potenziali iscritti verso Canada o Regno Unito. Ai candidati si consiglia di consultare la pagina ufficiale dei limiti nazionali il giorno della domanda, raccogliere i documenti con anticipo e di evitare di prenotare voli prima dell’approvazione del visto. Poiché i limiti possono chiudere senza preavviso, i posti per passaporti molto richiesti come quelli di Spagna, Thailandia e Singapore potrebbero esaurirsi nel giro di poche settimane.
Fonte: Edvise Education Agency
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