
Un approfondito articolo di Guardian Australia, pubblicato il 9 ottobre, evidenzia la crescente opposizione al piano del governo federale di introdurre una lotteria per i titolari di Working Holiday Visa e la richiesta dell’Opposizione di tagli ancora più drastici all’immigrazione. A Townsville, città fortemente dipendente dal turismo, i datori di lavoro affermano che i backpacker coprono oltre il 60% dei posti di lavoro; senza di loro, alcune attività potrebbero chiudere o ridurre gli orari di apertura.
Secondo le riforme del Ministro degli Affari Interni Tony Burke, i visti Working Holiday per il secondo anno saranno limitati a 45.000, mentre quelli per il terzo anno a 5.000, con i candidati selezionati tramite una lotteria, fatta eccezione per i cittadini britannici, esentati dalle regole sul lavoro regionale grazie all’accordo A-UK FTA. I parlamentari regionali di tutti gli schieramenti politici sostengono che questo tetto ignora la cronica carenza di manodopera nei settori dell’ospitalità, dell’agricoltura e dell’assistenza agli anziani.
L’articolo approfondisce le preoccupazioni che la restrizione dei rinnovi dei visti possa spingere i viaggiatori verso Nuova Zelanda o Canada, ridurre lo scambio culturale e mettere a rischio i programmi di diversificazione economica nel nord dell’Australia. Le camere di commercio stanno organizzando delegazioni a Canberra per chiedere esenzioni o quote regionali più elevate, mentre gli accademici avvertono che spostare i limiti dai visti per studenti a quelli per i working holiday avrebbe potuto attenuare l’impatto sulle università.
Per datori di lavoro e programmi di rilocazione, l’incertezza impone di pianificare la continuità della forza lavoro tenendo conto di soggiorni più brevi, tempistiche della lotteria e canali alternativi di sponsorizzazione. Le aziende dovrebbero rivedere gli incentivi per attrarre lavoratori locali e valutare se i flussi previsti dagli accordi sul lavoro (come i DAMA) possano mitigare il rischio della lotteria. È inoltre consigliabile seguire i dibattiti parlamentari, poiché entrambi i principali partiti stanno affinando le loro posizioni in vista delle prossime elezioni.
Secondo le riforme del Ministro degli Affari Interni Tony Burke, i visti Working Holiday per il secondo anno saranno limitati a 45.000, mentre quelli per il terzo anno a 5.000, con i candidati selezionati tramite una lotteria, fatta eccezione per i cittadini britannici, esentati dalle regole sul lavoro regionale grazie all’accordo A-UK FTA. I parlamentari regionali di tutti gli schieramenti politici sostengono che questo tetto ignora la cronica carenza di manodopera nei settori dell’ospitalità, dell’agricoltura e dell’assistenza agli anziani.
L’articolo approfondisce le preoccupazioni che la restrizione dei rinnovi dei visti possa spingere i viaggiatori verso Nuova Zelanda o Canada, ridurre lo scambio culturale e mettere a rischio i programmi di diversificazione economica nel nord dell’Australia. Le camere di commercio stanno organizzando delegazioni a Canberra per chiedere esenzioni o quote regionali più elevate, mentre gli accademici avvertono che spostare i limiti dai visti per studenti a quelli per i working holiday avrebbe potuto attenuare l’impatto sulle università.
Per datori di lavoro e programmi di rilocazione, l’incertezza impone di pianificare la continuità della forza lavoro tenendo conto di soggiorni più brevi, tempistiche della lotteria e canali alternativi di sponsorizzazione. Le aziende dovrebbero rivedere gli incentivi per attrarre lavoratori locali e valutare se i flussi previsti dagli accordi sul lavoro (come i DAMA) possano mitigare il rischio della lotteria. È inoltre consigliabile seguire i dibattiti parlamentari, poiché entrambi i principali partiti stanno affinando le loro posizioni in vista delle prossime elezioni.
Fonte: The Guardian
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