
Parlando con SBS Italian il 9 ottobre, l’agente per la migrazione Emanuela Canini ha illustrato due importanti novità che stanno trasformando il panorama della mobilità in Australia. In primo luogo, dal 2 ottobre sono entrate in vigore nuove norme che vietano alla maggior parte dei titolari di visti temporanei – inclusi i partecipanti al Working Holiday – di richiedere un visto per studenti (sottoclasse 500) mentre si trovano in Australia. Ora i richiedenti devono uscire dal paese e presentare domanda dall’estero, salvo poche eccezioni (dottorati di ricerca, scuole primarie/secondarie, alcuni programmi sponsorizzati dal governo). Questa modifica elimina il diritto di appello al Tribunale Amministrativo Australiano, aumentando notevolmente i rischi per le agenzie educative e le famiglie che pianificano percorsi di visto.
In secondo luogo, il leader dell’opposizione Angus Taylor ha lanciato quella che definisce “la più grande riduzione dei flussi migratori nella storia australiana”, promettendo di tagliare 650.000 visti temporanei in quattro anni, limitare la migrazione netta dall’estero a 100.000 nei primi due anni, contrastare il fenomeno del “salto tra visti”, eliminare la maggior parte dei visti post-studio Graduate 485 e dimezzare il programma umanitario. Sebbene la proposta non sia ancora politica ufficiale del governo, segnala un consenso bipartisan verso politiche più restrittive e potrebbe influenzare la fiducia degli investitori e la pianificazione della forza lavoro in vista delle elezioni del 2027.
I fornitori di istruzione avvertono che la regola di presentare le domande dall’estero scoraggerà le iscrizioni, soprattutto da mercati che apprezzano la flessibilità nei percorsi. I datori di lavoro che si affidano ai visti per laureati per integrare studenti internazionali in ruoli qualificati temono una carenza di talenti se il piano della Coalizione dovesse prendere piede. I team dedicati alla mobilità dovrebbero mappare percorsi alternativi (ad esempio, il visto Skills-in-Demand 482, le vie nominate dagli stati 491/190) e comunicare tempistiche e costi realistici ai candidati. Le organizzazioni che sponsorizzano attualmente titolari di visti per studenti dovrebbero inoltre monitorare i ritardi nelle pratiche per i visti ponte, dato che il governo ha annunciato ulteriori misure per ridurre quelle che definisce “coorti permanentemente temporanee”. Una preparazione anticipata, che includa test di lingua inglese, valutazioni delle competenze e strategie di presentazione delle domande dall’estero, sarà fondamentale per minimizzare le interruzioni aziendali.
In secondo luogo, il leader dell’opposizione Angus Taylor ha lanciato quella che definisce “la più grande riduzione dei flussi migratori nella storia australiana”, promettendo di tagliare 650.000 visti temporanei in quattro anni, limitare la migrazione netta dall’estero a 100.000 nei primi due anni, contrastare il fenomeno del “salto tra visti”, eliminare la maggior parte dei visti post-studio Graduate 485 e dimezzare il programma umanitario. Sebbene la proposta non sia ancora politica ufficiale del governo, segnala un consenso bipartisan verso politiche più restrittive e potrebbe influenzare la fiducia degli investitori e la pianificazione della forza lavoro in vista delle elezioni del 2027.
I fornitori di istruzione avvertono che la regola di presentare le domande dall’estero scoraggerà le iscrizioni, soprattutto da mercati che apprezzano la flessibilità nei percorsi. I datori di lavoro che si affidano ai visti per laureati per integrare studenti internazionali in ruoli qualificati temono una carenza di talenti se il piano della Coalizione dovesse prendere piede. I team dedicati alla mobilità dovrebbero mappare percorsi alternativi (ad esempio, il visto Skills-in-Demand 482, le vie nominate dagli stati 491/190) e comunicare tempistiche e costi realistici ai candidati. Le organizzazioni che sponsorizzano attualmente titolari di visti per studenti dovrebbero inoltre monitorare i ritardi nelle pratiche per i visti ponte, dato che il governo ha annunciato ulteriori misure per ridurre quelle che definisce “coorti permanentemente temporanee”. Una preparazione anticipata, che includa test di lingua inglese, valutazioni delle competenze e strategie di presentazione delle domande dall’estero, sarà fondamentale per minimizzare le interruzioni aziendali.
Fonte: SBS Italian
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