
Il portale di monitoraggio Schengen della Commissione Europea, aggiornato il 10 ottobre, ha confermato la decisione dell’Austria di mantenere i controlli alle frontiere terrestri interne con Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria e Slovenia per altri sei mesi, fino al 15 marzo 2027. Vienna giustifica la misura con i flussi migratori irregolari lungo la rotta balcanica, la pressione sulla capacità di accoglienza per l’asilo e i rischi di sicurezza derivanti dalla guerra della Russia contro l’Ucraina e dalle tensioni in Medio Oriente. I controlli, reintrodotti nel 2015, ora operano come un “cordone mobile” anziché con postazioni fisse 24 ore su 24; i viaggiatori segnalano controlli casuali fino a 30 km all’interno del confine.
Per le imprese, l’estensione significa controlli a campione su pullman aziendali e navette, possibili ritardi nelle consegne just-in-time e, soprattutto per le risorse umane, l’obbligo continuo per i lavoratori provenienti da paesi terzi di portare con sé la carta di soggiorno fisica quando si spostano negli stati confinanti. A differenza delle partenze aeroportuali, i valichi terrestri e fluviali non sono ancora in grado di leggere la nuova credenziale digitale ID Austria.
I team di compliance devono informare il personale che:
• Passaporto o carta d’identità nazionale restano obbligatori per chi viaggia da Bratislava o Brno a Vienna.
• Le notifiche per lavoratori distaccati di squadre edili che trasportano attrezzature oltre confine potrebbero essere soggette a controlli.
• I titolari di Blue Card UE e carta Rosso-Bianco-Rosso devono sempre portare con sé il permesso plastificato, anche all’interno di Schengen.
La Commissione sottolinea che l’Austria dovrà presentare una nuova valutazione del rischio prima di un’ulteriore proroga. Le trattative parallele sulla riforma del Codice delle frontiere Schengen potrebbero introdurre test di proporzionalità più severi, ma per ora la situazione della mobilità d’impresa resta invariata.
Per le imprese, l’estensione significa controlli a campione su pullman aziendali e navette, possibili ritardi nelle consegne just-in-time e, soprattutto per le risorse umane, l’obbligo continuo per i lavoratori provenienti da paesi terzi di portare con sé la carta di soggiorno fisica quando si spostano negli stati confinanti. A differenza delle partenze aeroportuali, i valichi terrestri e fluviali non sono ancora in grado di leggere la nuova credenziale digitale ID Austria.
I team di compliance devono informare il personale che:
• Passaporto o carta d’identità nazionale restano obbligatori per chi viaggia da Bratislava o Brno a Vienna.
• Le notifiche per lavoratori distaccati di squadre edili che trasportano attrezzature oltre confine potrebbero essere soggette a controlli.
• I titolari di Blue Card UE e carta Rosso-Bianco-Rosso devono sempre portare con sé il permesso plastificato, anche all’interno di Schengen.
La Commissione sottolinea che l’Austria dovrà presentare una nuova valutazione del rischio prima di un’ulteriore proroga. Le trattative parallele sulla riforma del Codice delle frontiere Schengen potrebbero introdurre test di proporzionalità più severi, ma per ora la situazione della mobilità d’impresa resta invariata.
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