
Una disputa latente all’interno della coalizione di governo belga, composta da sette partiti, è esplosa l’11 ottobre quando il Consiglio dei Ministri non è riuscito nuovamente a trovare un accordo sull’emissione di visti studio per 13 studenti palestinesi di Gaza vincitori di borse di studio presso università belghe. Secondo quanto riportato dall’agenzia Belga, il Ministro degli Esteri Maxime Prévot (Les Engagés) e la Ministra per l’Asilo e la Migrazione Anneleen Van Bossuyt (N-VA) avevano elaborato un compromesso che avrebbe permesso ai giovani studiosi di entrare in Belgio in tempo per il semestre autunnale, impedendo però che il loro arrivo venisse utilizzato come pretesto per richieste di asilo o ricongiungimenti familiari. L’accordo è stato bloccato all’ultimo momento dal partito liberale francofono MR, il cui presidente Georges-Louis Bouchez avrebbe insistito per collegare i visti a misure più severe di rimpatrio per migranti irregolari. Prévot ha condannato pubblicamente questa mossa definendola “ricatto” e “una vergogna umana”, sottolineando che l’istruzione degli studenti non dovrebbe diventare un danno collaterale nelle trattative più ampie sull’immigrazione. Lo stallo ha costretto il governo a rinviare la decisione finale, sollevando nuovi dubbi sulla capacità dell’esecutivo di gestire tempestivamente pratiche migratorie sensibili a pochi mesi dalle elezioni federali. Secondo la legge belga, i visti studio per cittadini di paesi terzi sono normalmente gestiti dall’Ufficio Immigrazione dopo un parere favorevole del Ministero degli Esteri. In pratica, le sensibilità politiche legate ai richiedenti provenienti da zone di conflitto possono portare a un controllo ministeriale più rigoroso. Le università di Bruxelles, Gand e Lovanio hanno avvertito che perdere la finestra di iscrizione metterebbe a rischio le borse di studio e i finanziamenti per la ricerca degli studenti. Gruppi accademici e ONG hanno esortato il governo a separare la mobilità studentesca umanitaria dal dibattito polarizzato sull’asilo. Per datori di lavoro e multinazionali operanti in Belgio, l’episodio è un monito che le pratiche migratorie, anche per individui altamente qualificati o finanziati con borse di studio, possono subire ritardi a causa di conflitti interni alla coalizione. I team HR sono invitati a prevedere tempi più lunghi per i casi di mobilità di studenti tirocinanti e ricercatori e a monitorare segnali politici che potrebbero rallentare le approvazioni. Se il governo non dovesse raggiungere un consenso nei prossimi giorni, gli studenti potrebbero dover posticipare i loro programmi e le università potrebbero rivolgersi a paesi UE vicini con canali visti più rapidi.
Fonte: Anadolu Agency
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