
La regione settentrionale del Belgio ha silenziosamente reso più difficile e costoso per le aziende reclutare talenti provenienti da paesi extra UE. Un pacchetto di riforme promosso dalla Ministra del Lavoro fiamminga Zuhal Demir (N-VA) è entrato in vigore il 1° gennaio 2026, ma il suo impatto reale è emerso solo nel fine settimana con la pubblicazione di nuove statistiche. Tra gennaio e luglio, le domande per permessi di lavoro singoli sono state 4.125, il 12% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I ruoli a media specializzazione hanno subito il calo più marcato, dopo che le nuove regole hanno limitato l’accesso ai soli profili presenti nella lista ufficiale delle professioni in carenza, mentre le assunzioni a bassa specializzazione sono state limitate a incarichi stagionali brevi. Contemporaneamente, la tassa regionale per l’autorizzazione al lavoro è salita a 180 euro e le spese federali per il visto D sono aumentate a 250 euro, portando il costo iniziale per assumere un cittadino di un paese terzo a oltre 430 euro per dipendente. Demir sostiene che la politica obbliga le aziende a “guardare prima al mercato locale” e riserva i permessi di lavoro a profili realmente carenti in Fiandra, come tecnici per la rimozione dell’amianto e ricercatori specializzati. Le associazioni di categoria non sono d’accordo. VOKA avverte che i settori dell’edilizia, della logistica e dell’assistenza non riescono a coprire le posizioni vacanti internamente e ricorreranno ora al distacco di personale impiegato da filiali estere, una pratica che priva il Belgio di entrate previdenziali e indebolisce il controllo sul mercato del lavoro. Il settore dei trasporti su strada, rappresentato da Febetra, segnala una carenza di 5.000 autisti e teme che il divario si allarghi con il pensionamento dei lavoratori più anziani. Gli economisti sottolineano che l’effetto a lungo termine dipenderà dalla capacità delle nuove regole di spingere i 180.000 disoccupati registrati nella regione a rientrare nel mercato del lavoro. Lo studioso di mercato del lavoro Jan Denys definisce le misure “più severe della media europea per i migranti a bassa e media specializzazione, ma ancora liberali per i profili altamente qualificati”, suggerendo che i rischi per la competitività sono limitati a meno che Bruxelles o la Vallonia non adottino provvedimenti simili. Per i responsabili della mobilità internazionale il messaggio è chiaro: assumere cittadini non UE in Fiandra ora comporta costi più elevati, criteri di ammissibilità più restrittivi e tempi di attesa più lunghi. Le aziende che pianificano le risorse umane per il 2027 dovrebbero prevedere costi aggiuntivi per la conformità o valutare strutture alternative come il distacco intra-UE, sebbene anche queste siano soggette a controlli più rigorosi con il prossimo Pacchetto sulla Mobilità del Lavoro dell’UE. In pratica, i team HR dovrebbero verificare le posizioni aperte rispetto alla lista aggiornata delle professioni in carenza, considerare la nuova combinazione di costi superiore a 430 euro e prevedere almeno otto settimane per le approvazioni. I titolari di permessi esistenti non sono interessati fino al rinnovo, ma le soglie salariali future saranno indicizzate a gennaio, aggiungendo un ulteriore elemento di prevedibilità dei costi.
Fonte: The Brussels Times
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