
Il 10 ottobre, funzionari doganali ciprioti e turco-ciprioti hanno effettuato due ispezioni di alto profilo, intercettando grandi quantità di prodotti duty-free non dichiarati che attraversavano la Linea Verde. Al trafficato posto di controllo terrestre di Metehan (Ayios Dometios) a Nicosia, gli agenti hanno perquisito un veicolo privato diretto verso sud, scoprendo 89 scatole di bevande alcoliche, profumi e tabacco non dichiarati. La conducente, una donna di 30 anni, è stata arrestata sul posto e la merce, del valore di oltre 15.000 euro, è stata sequestrata. Una seconda operazione a Famagosta ha portato alla scoperta di 11.200 sigarette e 60 kg di gel per shisha nascosti in un magazzino di un supermercato. Il titolare del negozio è stato multato di 259.740 TL (circa 8.500 euro) per violazioni delle leggi doganali e sulle accise. Le autorità hanno dichiarato che entrambi i casi sono collegati a una più ampia repressione del commercio illecito attraverso la Linea Verde, intensificata in vista dell’eventuale adesione di Cipro a Schengen e sotto la pressione di Bruxelles per rafforzare i controlli alle frontiere esterne. Per i pendolari legittimi che attraversano quotidianamente la linea per lavoro, studio o acquisti, i sequestri rappresentano un monito: i controlli doganali possono essere severi e richiedere tempo. I datori di lavoro con personale che si sposta tra le due giurisdizioni dell’isola dovrebbero prevedere tempi supplementari nei programmi di viaggio e assicurarsi che i dipendenti abbiano le fatture corrette per eventuali campioni commerciali o attrezzature. Anche i turisti che guidano auto a noleggio verso nord o sud sono invitati a conservare le ricevute degli acquisti duty-free; quantità non dichiarate oltre le franchigie personali rischiano il sequestro e pesanti sanzioni immediate. Dal punto di vista politico, l’operazione evidenzia la duplice sfida di Cipro: facilitare la libera circolazione prevista dalle misure di rafforzamento della fiducia, fermando al contempo il contrabbando che danneggia le entrate fiscali e le normative sanitarie UE. Le imprese che si affidano a consegne shuttle tra il porto di Limassol e le località turistiche del nord potrebbero dover affrontare controlli più rigorosi nelle prossime settimane, avvertono i funzionari doganali. Gli esperti legali sottolineano inoltre che gli arresti mettono in luce le zone grigie ancora esistenti su cosa costituisca “uso personale” nel passaggio della zona cuscinetto pattugliata dall’ONU. In assenza di una soluzione complessiva, le aziende dovrebbero considerare la Linea Verde come una frontiera esterna ai fini doganali, anche se non è ufficialmente riconosciuta come tale dalla normativa UE.
Fonte: News KKTC