
Il Ministero degli Esteri italiano (MAECI) ha pubblicato domenica 11 ottobre 2026 un avviso urgente di sicurezza, invitando cittadini e aziende italiane a “esercitare la massima cautela” nei viaggi verso o attraverso l’Arabia Saudita, a seguito del raid di droni e missili dei ribelli Houthi che sabato notte ha temporaneamente chiuso l’aeroporto internazionale King Khalid di Riyadh. La Premier Giorgia Meloni ha condannato l’attacco, definendolo “un’aggressione intollerabile alle infrastrutture civili e alla libertà di movimento”, e ha promesso di coordinarsi con i partner UE per ulteriori misure di sicurezza. L’avviso non vieta i viaggi, ma raccomanda ai passeggeri di prevedere tempi supplementari per i controlli aeroportuali, seguire attentamente gli aggiornamenti delle compagnie aeree e mantenere “un’elevata attenzione” nelle aree terminal e sulle vie di accesso. ITA Airways, Ryanair e Saudia – le tre compagnie con il maggior traffico Italia-Arabia Saudita – hanno confermato che le partenze serali di domenica da Roma e Milano sono avvenute, con ritardi medi tra i 45 e i 90 minuti a causa dei controlli rafforzati a Riyadh e Jeddah. La società di gestione viaggi CWT ha avvisato i clienti di possibili disagi “per diversi giorni” mentre le autorità saudite riparano danni minori alle piste e riorganizzano gli slot di atterraggio. Dal punto di vista della compliance, le multinazionali italiane devono aggiornare i propri programmi di duty of care aziendale. Secondo il Decreto Legislativo 81/2008, i datori di lavoro che inviano personale all’estero devono effettuare una valutazione documentata dei rischi; l’avviso MAECI di domenica innalza il livello di rischio per l’Arabia Saudita da “moderato” a “alto”, spingendo molte aziende a modificare i briefing pre-viaggio e le clausole assicurative. I consulenti legali hanno inoltre ricordato che la mancata comunicazione di adeguate informazioni di sicurezza può esporre le imprese a responsabilità in caso di incidenti. L’episodio evidenzia come i focolai geopolitici – anche se lontani dall’Italia – possano avere ripercussioni sull’ecosistema dei viaggi d’affari nazionali. Gli aeroporti del Golfo sono snodi fondamentali per le esportazioni italiane verso Asia e Africa, e qualsiasi instabilità prolungata comporterebbe costosi riorientamenti. Gli analisti di Sace stimano che una riduzione di due settimane della capacità cargo in stiva via Riyadh potrebbe aumentare i costi logistici per le PMI italiane esportatrici dell’8-10%. Pur prevedendo un rapido ritorno alla normalità, l’attacco sottolinea l’importanza di piani di emergenza in un periodo di tensioni elevate in Medio Oriente.
Fonte: ANSA
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