
In vista dello sciopero del 12 ottobre, il comune di Saint-Josse-ten-Noode — il più densamente popolato del Belgio — ha annunciato la chiusura di tutti gli sportelli amministrativi il 9 e il 12 ottobre, fatta eccezione per gli sportelli di Demografia, Stato Civile e Stranieri, aperti solo il 12 ottobre. Questa decisione ha un impatto particolare sugli espatriati: Saint-Josse gestisce un alto numero di “dichiarazioni di arrivo” per nuovi residenti non UE che lavorano nel Quartiere Europeo di Bruxelles. I team HR che avevano prenotato appuntamenti per il ritiro di carte di soggiorno o per le procedure biometriche il 12 ottobre sono stati invitati a riprenotare online o a utilizzare deleghe per le pratiche urgenti. Le agenzie di trasferimento locali segnalano che gli slot disponibili nel sistema di prenotazione elettronica del comune sono già esauriti fino ai primi di novembre, con possibili ritardi nel rilascio delle carte di soggiorno per le famiglie appena arrivate. Senza la carta, i nuovi residenti non possono completare operazioni fondamentali come l’apertura di conti bancari belgi o il cambio della patente estera. Mentre altri comuni di Bruxelles hanno adottato chiusure simili, Saint-Josse ha chiarito pubblicamente che al mattino verranno comunque rilasciati i documenti di emergenza “Allegato 35” per i soggiornanti irregolari. Questo chiarimento è importante per i cittadini stranieri il cui visto scade durante il periodo dello sciopero e che rischiano di violare le norme di Schengen. I datori di lavoro sono invitati a verificare le scadenze migratorie del personale residente a Bruxelles e a considerare l’utilizzo di comuni in Fiandra o Vallonia — dove la partecipazione allo sciopero è minore — per rinnovi urgenti.