
Dopo lo smantellamento dell’ultimo grande accampamento costiero l’11 ottobre, il governo spagnolo concentra ora l’attenzione su piccoli gruppi di migranti che ancora trascorrono la notte in parchi, edifici abbandonati e strade strette di Ceuta. In una conferenza stampa del 14 ottobre, il ministro per la Politica Territoriale Ángel Víctor Torres ha annunciato una “fase urbana” del piano di crisi: squadre congiunte di Polizia Nazionale e Guardia Civile condurranno operazioni mirate—alcune con l’uso di droni e telecamere a infrarossi—per convincere o costringere chi si trova all’aperto a recarsi al Centro di Accoglienza Temporanea per Stranieri (CATE). Torres non ha fissato una scadenza, ma ha dichiarato che l’obiettivo è poter dichiarare la città libera da insediamenti improvvisati “molto presto”. Una volta al CATE, i migranti vengono registrati, sottoposti a controlli medici e devono scegliere tra richiedere protezione o accettare il rimpatrio organizzato. Le autorità assicurano che alloggi e servizi di base sono adeguati: dei 210 posti letto dell’ospedale, solo 20 sono attualmente occupati da migranti. Per le imprese locali e i dirigenti in visita, la pulizia dovrebbe ridurre i disagi intorno al porto, alle spiagge e alle zone turistiche, ma i viaggiatori devono aspettarsi controlli documentali durante le operazioni. I datori di lavoro che spostano personale o attrezzature attraverso Ceuta dovrebbero prevedere tempi di transito maggiori e consigliare al personale di portare sempre con sé passaporti o carte d’identità UE. Dal punto di vista della conformità, la stretta evidenzia l’inasprimento delle misure di controllo in Spagna a partire da luglio. Le aziende che impiegano cittadini di paesi terzi nell’enclave dovrebbero verificare con attenzione lo status di residenza e i rinnovi per evitare il fermo di lavoratori coinvolti nelle operazioni di strada. Il ministro ha ribadito che il rimpatrio volontario resta l’esito preferito e ha ringraziato le forze di sicurezza per aver evitato violenze durante le precedenti operazioni di sgombero—un aspetto che rassicurerà i responsabili della mobilità attenti ai diritti umani.
Fonte: Europa Press
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