
Il 14 ottobre le unità della Polizia Nazionale della Catalogna hanno perquisito due abitazioni a Sabadell, nella provincia di Barcellona, arrestando quattro persone accusate di aver orchestrato un sistema che faceva entrare migranti dominicani nell’Unione Europea con identità colombiane falsificate. L’indagine è iniziata alla fine del 2025, dopo che gli agenti aeroportuali hanno notato un insolito flusso di dominicani che presentavano passaporti colombiani appena emessi, i quali esentano i titolari dall’obbligo di visto Schengen. I detective, in collaborazione con AMERIPOL e le autorità di Colombia e Perù, hanno scoperto un percorso in cui i migranti volavano prima a Bogotá o Lima, ottenevano documenti di stato civile colombiani grazie a funzionari corrotti o testimoni falsi, e poi si procuravano passaporti autentici. Dall’America del Sud prenotavano voli – spesso via Brasile – verso Parigi, Madrid o Barcellona, mimetizzandosi tra turisti colombiani legittimi. Durante le perquisizioni di ieri la polizia ha sequestrato 3,7 kg di cocaina, 8.700 euro in contanti e decine di moduli di stato civile in bianco, suggerendo che la rete si finanziava anche con il traffico di droga. Il presunto capo, un 38enne con doppia residenza dominicana e spagnola, è accusato di appartenenza a organizzazione criminale, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e falsificazione di documenti. Le autorità stanno analizzando i telefoni sequestrati per identificare i migranti già trasferiti e eventuali datori di lavoro europei che li abbiano assunti, consapevolmente o meno. Per i team HR e mobility questo caso è un monito: anche passaporti dall’aspetto autentico possono essere ottenuti con frodi. Le aziende dovrebbero rafforzare i controlli sul diritto al lavoro e valutare l’uso di strumenti digitali di verifica dell’identità che incrocino dati biometrici con liste internazionali di controllo. L’operazione segnala inoltre una cooperazione più stretta tra le forze di polizia transatlantiche, aumentando la probabilità di ulteriori controlli e ispezioni sul lavoro che coinvolgano personale latinoamericano in Spagna.
Fonte: Ministerio del Interior