
La polizia di Mumbai il 15 ottobre 2026 ha notificato un **Avviso di Abbandono del Paese (Leave India Notice, LIN)** all’attore di Bollywood Imran Khan—cittadino americano e titolare di carta OCI (Overseas Citizen of India)—ordinandogli di lasciare l’India entro il 28 ottobre. La misura segue il suo arresto durante una protesta che chiedeva le dimissioni del Capo della Commissione Elettorale, Gyanesh Kumar. La polizia ha citato presunte violazioni della legge sull’immigrazione e sugli stranieri, sostenendo che la partecipazione di Khan a una manifestazione politica superasse i limiti concessi dal regime OCI. Sebbene lo status OCI garantisca un visto a ingresso multiplo e a tempo indeterminato, non conferisce diritti politici come il voto o la candidatura a cariche pubbliche. Gli esperti legali sono divisi sul fatto che una protesta pacifica possa essere considerata “attività politica” ai sensi della Sezione 7D della Legge sulla Cittadinanza, che prevede la cancellazione della registrazione OCI per azioni che minacciano la “sovranità e integrità dell’India”. Gli avvocati di Khan hanno dichiarato ai media che presenteranno ricorso presso l’Alta Corte di Bombay per annullare l’avviso, sostenendo che la Costituzione garantisce la libertà di espressione indipendentemente dalla cittadinanza e che nessuna condizione del visto vieta la partecipazione a una protesta. Il caso potrebbe creare un precedente con impatto su oltre 6 milioni di titolari di carta OCI nel mondo, molti dei quali gestiscono imprese o ricoprono ruoli di vertice in filiali indiane. Per i team HR e di mobilità internazionale, l’episodio rappresenta un monito a informare accuratamente gli assegnatari stranieri—soprattutto i titolari OCI—sulle restrizioni sottili ma reali ancora in vigore. Partecipare a manifestazioni, raccolte fondi politiche o commenti mediatici può, in casi estremi, comportare la revoca del visto o l’espulsione. Le aziende dovrebbero rivedere i protocolli di gestione delle crisi e assicurarsi che le comunicazioni riguardanti eventi politicamente sensibili evidenzino le implicazioni migratorie per i non cittadini. Se l’Alta Corte confermerà l’avviso, gli analisti legali prevedono che il Ministero dell’Interno emetterà linee guida più chiare sulle attività consentite ai titolari OCI, analogamente alla circolare del 2021 che limitava le attività missionarie per i titolari di visto turistico.
Fonte: Livemint
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