
Il Dipartimento degli Affari Esteri e del Commercio (DFAT) australiano ha drasticamente innalzato il livello di allerta per l’Arabia Saudita, portando l’intero paese al massimo livello di avviso – “Non Viaggiare” – a seguito di una revisione notturna datata 16 ottobre 2026. Le autorità citano un contesto di sicurezza sempre più instabile, con minacce ripetute di droni e missili contro aeroporti e spazio aereo sauditi, e la possibilità di chiusure improvvise dell’aeroporto internazionale King Khalid di Riyadh e di altri importanti scali. Il bollettino invita gli australiani già presenti nel regno a prepararsi a restare in sicurezza nei luoghi in cui si trovano e a evitare ogni spostamento non essenziale, soprattutto nelle vicinanze di infrastrutture critiche. I viaggiatori che pianificano i pellegrinaggi annuali di Umrah o Hajj sono esortati a posticipare i loro spostamenti fino a quando la situazione non si stabilizzerà. Le compagnie aeree hanno iniziato a cancellare e ritardare i voli con scarso preavviso; il DFAT avverte i passeggeri di non recarsi negli aeroporti sauditi senza aver prima riconfermato i voli e suggerisce, dove possibile, di considerare trasporti via terra verso hub negli Emirati Arabi Uniti o in Qatar. Per i responsabili della mobilità globale, l’aggiornamento comporta conseguenze immediate. Le aziende con tecnici in regime fly-in-fly-out su progetti energetici o infrastrutturali devono attivare piani di emergenza, inclusi il lavoro da remoto o l’evacuazione verso stati confinanti. Le assicurazioni di viaggio generalmente annullano la copertura in caso di avviso di livello 4, esponendo i datori di lavoro a potenziali responsabilità significative in materia di tutela del personale se i dipendenti rimangono nel paese. Le famiglie degli espatriati dovrebbero verificare le scorte di emergenza e le reti di comunicazione, assicurandosi che passaporti e permessi di uscita siano aggiornati. La decisione evidenzia anche un profilo di rischio regionale in crescita: l’aggiornamento sui conflitti in Medio Oriente del DFAT segnala la possibilità di ulteriori attacchi ai nodi di trasporto nel Golfo. Le multinazionali che instradano i lavoratori attraverso Riyadh per collegamenti verso siti in Africa o Europa potrebbero dover riorganizzare gli itinerari via Dubai, Doha o Muscat, con conseguenti aumenti di costi e tempi di transito. Pur essendo soggetto a revisioni continue, il DFAT sottolinea che l’assistenza consolare potrebbe essere fortemente limitata in caso di escalation del conflitto. Le aziende sono quindi invitate a registrare il personale australiano su Smartraveller, mantenere il tracciamento in tempo reale della posizione e informare i dipendenti sulle severe leggi locali che vietano di fotografare attività militari. La mancata rapida adattamento dei programmi potrebbe mettere in difficoltà i team HR e viaggi in caso di peggioramento della situazione.
Fonte: DFAT Smartraveller
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