
I viaggiatori che transitano attraverso il principale snodo aeroportuale dell’Australia hanno affrontato oggi notevoli disagi, dopo che centinaia di dipendenti della sicurezza Certis all’aeroporto Sydney Kingsford-Smith hanno scioperato in due fasce orarie di quattro ore ciascuna — dalle 06:00 alle 10:00 e dalle 17:00 alle 21:00. Il sindacato dei lavoratori dei trasporti (TWU) ha dichiarato che l’azione, che ha coinvolto sia i terminal domestici che internazionali, è stata indetta per chiedere più posti di lavoro a tempo pieno, turni più equi e la tutela delle ore part-time.
Il sindacato sostiene che i ripetuti cicli di tagli ai costi nei contratti aeroportuali hanno svuotato l’esperienza e lasciato i lavoratori in condizioni di precarietà, nonostante l’aeroporto di Sydney abbia registrato un profitto aeronautico record di 584 milioni di dollari australiani nell’ultimo esercizio finanziario. Pur essendo la sicurezza aerea considerata un servizio essenziale, le normative industriali australiane consentono scioperi limitati se viene data preventiva comunicazione. Le compagnie aeree hanno quindi avuto il tempo di attivare piani di emergenza.
Qantas e Virgin Australia hanno pubblicato pagine di avviso ai clienti, invitando i passeggeri ad arrivare con anticipo e offrendo la possibilità di riprenotare senza costi i voli previsti durante le fasce interessate. Qantas ha permesso ai clienti di spostare gratuitamente la prenotazione ai giorni 15, 16 o 17 ottobre, a condizione che origine, destinazione e classe di viaggio restassero invariati.
Dal punto di vista operativo, l’impatto si è sentito maggiormente al Terminal 2 domestico e al Terminal 3 di Qantas, dove il flusso passeggeri raggiunge il picco nelle ore di punta mattutine. Sono state segnalate code di 45-60 minuti in diversi punti di controllo, nonostante l’impiego di personale dirigenziale e fornitori alternativi. Al Terminal Internazionale 1 i ritardi sono stati minori ma comunque percepibili; alcune compagnie hanno posticipato i tempi di chiusura del check-in per mantenere intatte le prenotazioni di gruppo.
I controlli su merci e equipaggi aerei non sono stati interessati, evitando ritardi a catena nelle rotazioni degli aeromobili. Per le aziende che gestiscono personale fly-in/fly-out o viaggi d’affari con tempistiche critiche, gli eventi di oggi sottolineano l’importanza di prevedere almeno tre ore di margine tra l’arrivo previsto e le coincidenze domestiche successive a Sydney.
I responsabili dei viaggi dovrebbero inoltre aggiornare i registri dei rischi: questo è il secondo sciopero del personale Certis in sei settimane, e i rappresentanti del TWU hanno segnalato la possibilità di un’escalation qualora le trattative con il gestore aeroportuale si arenassero. Le aziende potrebbero quindi valutare di mantenere tariffe flessibili o di prenotare tramite Melbourne e Brisbane per itinerari serrati, fino alla definizione di un accordo aziendale.
Il sindacato sostiene che i ripetuti cicli di tagli ai costi nei contratti aeroportuali hanno svuotato l’esperienza e lasciato i lavoratori in condizioni di precarietà, nonostante l’aeroporto di Sydney abbia registrato un profitto aeronautico record di 584 milioni di dollari australiani nell’ultimo esercizio finanziario. Pur essendo la sicurezza aerea considerata un servizio essenziale, le normative industriali australiane consentono scioperi limitati se viene data preventiva comunicazione. Le compagnie aeree hanno quindi avuto il tempo di attivare piani di emergenza.
Qantas e Virgin Australia hanno pubblicato pagine di avviso ai clienti, invitando i passeggeri ad arrivare con anticipo e offrendo la possibilità di riprenotare senza costi i voli previsti durante le fasce interessate. Qantas ha permesso ai clienti di spostare gratuitamente la prenotazione ai giorni 15, 16 o 17 ottobre, a condizione che origine, destinazione e classe di viaggio restassero invariati.
Dal punto di vista operativo, l’impatto si è sentito maggiormente al Terminal 2 domestico e al Terminal 3 di Qantas, dove il flusso passeggeri raggiunge il picco nelle ore di punta mattutine. Sono state segnalate code di 45-60 minuti in diversi punti di controllo, nonostante l’impiego di personale dirigenziale e fornitori alternativi. Al Terminal Internazionale 1 i ritardi sono stati minori ma comunque percepibili; alcune compagnie hanno posticipato i tempi di chiusura del check-in per mantenere intatte le prenotazioni di gruppo.
I controlli su merci e equipaggi aerei non sono stati interessati, evitando ritardi a catena nelle rotazioni degli aeromobili. Per le aziende che gestiscono personale fly-in/fly-out o viaggi d’affari con tempistiche critiche, gli eventi di oggi sottolineano l’importanza di prevedere almeno tre ore di margine tra l’arrivo previsto e le coincidenze domestiche successive a Sydney.
I responsabili dei viaggi dovrebbero inoltre aggiornare i registri dei rischi: questo è il secondo sciopero del personale Certis in sei settimane, e i rappresentanti del TWU hanno segnalato la possibilità di un’escalation qualora le trattative con il gestore aeroportuale si arenassero. Le aziende potrebbero quindi valutare di mantenere tariffe flessibili o di prenotare tramite Melbourne e Brisbane per itinerari serrati, fino alla definizione di un accordo aziendale.
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