
Un nuovo rapporto commissionato dal Dipartimento di Giustizia e pubblicato dall’Economic and Social Research Institute (ESRI) il 16 ottobre 2026 offre la mappatura più dettagliata finora sulla distribuzione dei migranti in Irlanda. Utilizzando i micro-dati del censimento 2025, i ricercatori hanno rilevato che il 78% dei residenti nati fuori dall’isola d’Irlanda vive in contesti urbani, con il 43% concentrato nelle cinque città più grandi del paese. Lo studio — intitolato «Distribuzione Spaziale e Integrazione Locale dei Migranti in Irlanda» — collega inoltre la densità migratoria al livello di benessere economico. Nelle divisioni elettorali classificate come “molto benestanti”, i residenti stranieri rappresentano il 36% della popolazione; nelle aree “estremamente svantaggiate” la quota scende al 9%. Tuttavia, i livelli di segregazione restano bassi rispetto agli standard europei, indicando una distribuzione relativamente diffusa dei migranti rispetto a paesi come Francia o Germania. I ricercatori avvertono che la carenza di alloggi e l’offerta irregolare di corsi di inglese fuori dalle grandi città rischiano di consolidare squilibri geografici. Gli interlocutori intervistati propongono di estendere le Local Area Integration Teams a tutti i consigli comunali e di fornire ai responsabili dei centri IPAS una formazione specifica sull’integrazione. Per le multinazionali, i dati offrono indicazioni preziose su dove localizzare uffici e alloggi per il personale. Le aziende tecnologiche, alla ricerca di talenti diversificati, potrebbero preferire le aree centrali delle città, mentre i produttori nelle contee rurali potrebbero dover investire in trasporti e corsi di lingua per attrarre lavoratori stranieri. I decisori politici probabilmente utilizzeranno questi risultati per definire la prossima Strategia Nazionale per l’Integrazione dell’Irlanda, prevista per i primi mesi del 2027. La prospettiva spaziale potrebbe influenzare tutto, dal finanziamento dei trasporti pubblici alla scelta delle sedi per nuove scuole di inglese.
Fonte: The Irish Times