
Il Taoiseach Micheál Martin si è recato a Bruxelles il 15 ottobre per un vertice straordinario del Consiglio Europeo, dedicato al sostegno all’Ucraina, alle finanze tese dell’Unione e a un acceso dibattito politico sulla gestione dei flussi migratori. In qualità di presidente di turno dell’UE, l’Irlanda ha elaborato una proposta di Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) di compromesso, che riduce di 141 miliardi di euro la proposta iniziale della Commissione, una mossa che alcuni Stati membri e organizzazioni umanitarie temono possa indebolire gli strumenti di gestione della migrazione nei Paesi di primo arrivo.
Secondo i documenti preparatori del summit visionati da RTÉ, i leader chiederanno alla Commissione di individuare ulteriori risparmi, ma anche di garantire fondi specifici per il pacchetto di riforma di Schengen, inclusa la prosecuzione del sistema di ingresso/uscita e l’autorizzazione di viaggio ETIAS, il cui lancio è stato posticipato. Le conclusioni preliminari invitano i negoziatori di Consiglio e Parlamento a tutelare il Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (AMIF), affinché i programmi di ricollocamento e rimpatrio restino pienamente finanziati fino al 2030.
Per l’Irlanda, guidare le trattative è un delicato equilibrio: pur essendo geograficamente lontana dalle rotte mediterranee, dipende dall’integrità delle frontiere esterne di Schengen per mantenere senza attriti la Common Travel Area con il Regno Unito. Un sottofinanziamento dei progetti IT per le frontiere o della capacità di accoglienza altrove potrebbe infatti aumentare i movimenti secondari verso l’Irlanda e i costi del sistema di protezione internazionale interno.
Anche le imprese irlandesi hanno interesse nella questione. Se le trattative sul bilancio dovessero ritardare ETIAS oltre l’attuale previsione “non prima del 2027”, l’incertezza prolungata potrebbe complicare la pianificazione dei viaggi per il settore export dell’isola e per i grandi eventi. Al contrario, un solido finanziamento AMIF rassicura le multinazionali che i talenti extra-UE non incontreranno ulteriori ostacoli negli aeroporti sottofinanziati.
Le negoziazioni sono previste proseguire fino a tarda notte. Fonti governative riferiscono che la delegazione di Martin sosterrà che investimenti mirati nei controlli digitali alle frontiere rappresentano un volano di crescita per economie piccole e aperte come quella irlandese e dovrebbero quindi essere preservati da qualsiasi taglio fiscale più ampio.
Secondo i documenti preparatori del summit visionati da RTÉ, i leader chiederanno alla Commissione di individuare ulteriori risparmi, ma anche di garantire fondi specifici per il pacchetto di riforma di Schengen, inclusa la prosecuzione del sistema di ingresso/uscita e l’autorizzazione di viaggio ETIAS, il cui lancio è stato posticipato. Le conclusioni preliminari invitano i negoziatori di Consiglio e Parlamento a tutelare il Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (AMIF), affinché i programmi di ricollocamento e rimpatrio restino pienamente finanziati fino al 2030.
Per l’Irlanda, guidare le trattative è un delicato equilibrio: pur essendo geograficamente lontana dalle rotte mediterranee, dipende dall’integrità delle frontiere esterne di Schengen per mantenere senza attriti la Common Travel Area con il Regno Unito. Un sottofinanziamento dei progetti IT per le frontiere o della capacità di accoglienza altrove potrebbe infatti aumentare i movimenti secondari verso l’Irlanda e i costi del sistema di protezione internazionale interno.
Anche le imprese irlandesi hanno interesse nella questione. Se le trattative sul bilancio dovessero ritardare ETIAS oltre l’attuale previsione “non prima del 2027”, l’incertezza prolungata potrebbe complicare la pianificazione dei viaggi per il settore export dell’isola e per i grandi eventi. Al contrario, un solido finanziamento AMIF rassicura le multinazionali che i talenti extra-UE non incontreranno ulteriori ostacoli negli aeroporti sottofinanziati.
Le negoziazioni sono previste proseguire fino a tarda notte. Fonti governative riferiscono che la delegazione di Martin sosterrà che investimenti mirati nei controlli digitali alle frontiere rappresentano un volano di crescita per economie piccole e aperte come quella irlandese e dovrebbero quindi essere preservati da qualsiasi taglio fiscale più ampio.
Fonte: RTÉ News
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