
Un avviso pubblico pubblicato oggi (16 ottobre) sul sito informativo per espatriati ‘Hey Ireland’ ha evidenziato un aumento di siti terzi che addebitano ai cittadini stranieri una tariffa per presunti appuntamenti “garantiti” presso l’ufficio di registrazione dell’Immigration Service Delivery (ISD) a Burgh Quay, Dublino. L’articolo cita le indicazioni dell’ISD, secondo cui nessun agente esterno è autorizzato a prenotare appuntamenti e che tutti gli slot sono gratuiti tramite il portale ufficiale online. L’allerta arriva in un momento di domanda record per le prime carte di Permesso di Soggiorno Irlandese (IRP), con l’inizio del semestre autunnale nelle università e l’assunzione di personale nel quarto trimestre da parte di multinazionali. I richiedenti, frustrati dalla scarsa disponibilità, si rivolgono sempre più spesso a canali Telegram e annunci sui social che offrono prenotazioni a pagamento, spesso tra i 150 e i 300 euro per slot. L’ISD avverte che molti di questi sono falsi; alcune vittime scoprono di non avere appuntamento solo una volta arrivate in ufficio, venendo respinte. Secondo la legge irlandese, fornire informazioni false o fuorvianti in relazione a una domanda di immigrazione è un reato. Il Dipartimento di Giustizia ha confermato che i detective del Garda National Immigration Bureau stanno indagando su diverse segnalazioni di frode e ha invitato le vittime a farsi avanti. I datori di lavoro che sponsorizzano personale extra-UE dovrebbero ricordare ai propri assegnati che il sistema ufficiale rilascia gli slot a blocchi, solitamente ogni giovedì alle 10 del mattino, e che monitorare direttamente il portale è l’unico metodo legittimo. Le aziende possono ridurre il rischio legato ai tempi organizzando lettere di permesso iniziali (Atypical Working Scheme o Stamp 0) che consentono ai dipendenti di iniziare a lavorare in attesa della registrazione. A lungo termine, il gruppo di lobby aziendale IBEC chiede un’espansione della rete regionale di registrazione per alleggerire la pressione su Dublino e l’introduzione di chioschi biometrici self-service simili a quelli degli aeroporti, sostenendo che un onboarding più fluido è fondamentale per la competitività dell’Irlanda nel reclutamento di talenti globali.
Fonte: Hey Ireland