
Una domanda parlamentare scritta presentata il 16 ottobre, con risposta prevista dal Ministero dell’Interno entro il 20 ottobre 2026, chiede se il dipartimento intenda introdurre uno standard formale di servizio per le domande di visto per genitori e familiari presentate nel paese. La richiesta cita casi in cui bambini cittadini britannici non possono viaggiare perché le proroghe dei genitori sono in sospeso da oltre sei mesi. A differenza delle categorie Lavoratore Qualificato o Insediamento, per i visti genitori-familiari non sono pubblicati tempi di elaborazione, lasciando i richiedenti in una situazione di incertezza e complicando la pianificazione delle missioni all’estero da parte dei datori di lavoro. I consulenti per la mobilità segnalano che il personale bloccato nell’arretrato spesso rifiuta incarichi internazionali o progetti a breve termine, causando perdite di produttività per le aziende. I sostenitori chiedono un obiettivo di servizio di tre mesi e la possibilità di passare a un servizio prioritario a 500 sterline, come avviene per le categorie lavorative. Se adottata, questa misura offrirebbe alle imprese maggiore prevedibilità nella pianificazione di distacchi che includano il trasferimento familiare. Il Ministero dell’Interno dovrebbe chiarire se le risorse del prossimo termine del progetto pilota ‘super-prioritario’ UKVCAS potranno essere riallocate per smaltire l’arretrato. I datori di lavoro con personale titolare di visti per genitori-familiari sono invitati a monitorare la risposta in arrivo e a prevedere tempi supplementari nei piani di viaggio fino a quando non saranno stabiliti standard più chiari.
Fonte: UK Parliament Questions
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