
In una nota stampa diffusa la sera del 20 ottobre, il Ministero della Politica Territoriale spagnolo ha comunicato che 12.705 migranti entrati irregolarmente a Ceuta tra il 10 agosto e il 20 ottobre sono tornati in Marocco, volontariamente o tramite programmi di rimpatrio assistito. Il ministero attribuisce il risultato alle pattuglie congiunte, alla consulenza legale e a un fondo da 25 milioni di euro approvato ad agosto per l’assistenza ai minori non accompagnati. Le autorità sottolineano che i rimpatri sono “individuali, sicuri e conformi al diritto internazionale”, rispondendo alle critiche delle ONG che denunciavano espulsioni collettive. Il comunicato elenca 10.100 pattuglie miste polizia-militari effettuate da agosto e annuncia l’apertura entro metà novembre di un nuovo centro di registrazione biometrica a Ceuta per accelerare le procedure di asilo. Gli operatori del settore viaggi d’affari devono considerare che il governo intende mantenere operativo fino a fine anno il posto di comando speciale al confine, il che significa che controlli sporadici dei documenti potrebbero continuare al porto di Ceuta, nonostante il previsto superamento dei controlli Schengen tra Spagna e Italia. Il ministero ha inoltre confermato trattative con Rabat per ampliare i corridoi per lavoratori stagionali nel settore agricolo, con l’obiettivo di canalizzare la migrazione attraverso vie legali e ridurre la pressione su Ceuta. Gli analisti osservano che, se confermato, il numero dei rimpatri potrebbe attenuare le tensioni diplomatiche con il Marocco e rafforzare la posizione della Spagna a Bruxelles per ottenere ulteriori fondi UE nell’ambito del Patto su Migrazione e Asilo.
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