
Incontro a Berlino il 22 ottobre: i Ministri-Presidenti dei 16 Länder tedeschi chiedono al governo federale di accelerare le espulsioni degli stranieri considerati minacce per la sicurezza e di applicare con maggiore coerenza le leggi esistenti. Interviste rilasciate a Rudaw prima della riunione a porte chiuse rivelano un ampio consenso tra i premier, che hanno anche sollecitato misure più severe contro l’estremismo politico. Olaf Lies (SPD) della Bassa Sassonia ha sottolineato che Siria e Afghanistan saranno al centro di una nuova politica di rimpatrio, mentre Andreas Bovenschulte di Brema ha insistito sull’uguaglianza di trattamento per tutte le ideologie estremiste. I leader cristiano-democratici di Saarland e Renania-Palatinato hanno spinto Berlino a creare una base giuridica più chiara per l’espulsione dei criminali condannati. Il dibattito arriva in un momento di crescita del sostegno all’estrema destra dell’AfD, ora secondo partito in Germania, che sfrutta l’ansia pubblica legata alla migrazione. Prendendo l’iniziativa, i partiti tradizionali puntano a frenare l’ascesa dell’AfD in vista delle elezioni federali del 2027. Per i datori di lavoro, un regime di espulsione più rigido potrebbe complicare la permanenza dei lavoratori richiedenti asilo con domande ancora in sospeso, soprattutto nei settori dell’ospitalità e dell’agricoltura. I consulenti legali raccomandano di rivedere lo status di protezione dei lavoratori e di preparare piani di emergenza per il personale. Qualsiasi modifica legislativa richiederà l’approvazione del Bundesrat, conferendo ai Länder un ruolo decisivo. Gli esperti di mobilità dovranno monitorare i prossimi progetti del Ministero dell’Interno che potrebbero ridefinire il concetto di “pericolo per la sicurezza pubblica” e ridurre i tempi per i ricorsi.
Fonte: Rudaw