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La Germania conferma che i controlli alle frontiere Schengen continueranno fino a marzo 2027

ott 23, 2026
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La Germania conferma che i controlli alle frontiere Schengen continueranno fino a marzo 2027
Il Ministero federale dell'Interno tedesco ha notificato discretamente alla Commissione Europea che i controlli temporanei a tutti e nove i valichi terrestri del Paese saranno prorogati per un ulteriore ciclo di sei mesi, dal 16 settembre 2026 al 15 marzo 2027. L’aggiornamento, pubblicato il 23 ottobre nel registro pubblico delle notifiche Schengen della Commissione, cita “minacce gravi e persistenti alla sicurezza pubblica e all’ordine” dovute all’alto livello di migrazione irregolare, alle reti di trafficanti di migranti e alla pressione sui centri di accoglienza per richiedenti asilo.

I controlli, reintrodotti inizialmente su frontiere selezionate durante la crisi dei rifugiati del 2015 e estesi a tutti i confini terrestri nel settembre 2024, consentono agli agenti della Bundespolizei di effettuare controlli a campione sui viaggiatori in arrivo da Austria, Svizzera, Francia, Lussemburgo, Belgio, Paesi Bassi, Danimarca, Repubblica Ceca e Polonia. Sebbene i controlli siano mirati e basati sul rischio, i viaggiatori segnalano code fino a 45 minuti nelle ore di punta sull’A3 vicino a Passau e sull’A4 a Görlitz. Gli operatori del trasporto merci riferiscono che i tempi di attesa si sono ridotti grazie all’introduzione di corsie digitali di pre-approvazione, ma avvertono che le catene di approvvigionamento just-in-time restano vulnerabili.

Le associazioni imprenditoriali, come la Federazione delle Industrie Tedesche (BDI), accettano a malincuore la proroga, riconoscendo l’aumento dei casi di traffico di persone ma chiedendo “clausole di scadenza chiare” e maggiori investimenti nella tecnologia per il controllo delle frontiere esterne dell’UE. Le ONG per i diritti umani, invece, sostengono che i controlli interni a lungo termine minano il principio fondamentale di libera circolazione di Schengen e dovrebbero essere sostituiti da pattugliamenti congiunti e condivisione di intelligence.

Per i responsabili della mobilità aziendale, il consiglio pratico è chiaro: informare i dipendenti assegnati e i viaggiatori d’affari frequenti di portare sempre con sé passaporti o carte d’identità nazionali anche per viaggi intra-UE; prevedere un margine di almeno 30 minuti per i trasferimenti terrestri transfrontalieri; e ricordare ai dipendenti non UE che le fermate occasionali possono includere controlli su documenti e validità dei visti. Le aziende che movimentano merci su strada dovrebbero rivedere le finestre contrattuali di consegna e valutare, dove possibile, rotte alternative via ferrovia o via fiume.

Sebbene Bruxelles possa esprimere pareri sulla proporzionalità, la decisione finale spetta a Berlino. Con il numero di richieste d’asilo ancora ben al di sopra dei livelli pre-pandemia e la pressione politica della destra estrema AfD inalterata, pochi osservatori prevedono che la Germania possa revocare completamente i controlli prima delle elezioni del Parlamento Europeo di giugno 2027.
Fonte: European Commission – Schengen Border Control Register

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