
Di fronte al blocco parlamentare sulle limitazioni legislative alle iscrizioni, il Governo Albanese ha adottato una soluzione regolamentare alternativa: una nuova Direttiva Ministeriale ordina agli ufficiali dell’Immigrazione di ridurre la priorità delle domande di visto studentesco una volta che un istituto educativo raggiunge l’80% della propria “quota” individuale di studenti internazionali. L’ordine, firmato la scorsa settimana e pubblicato il 9 novembre, entra in vigore immediatamente per tutte le pratiche di visto Subclass 500 presentate dall’estero.
La misura ricalca il disegno di legge sulle quote studentesche, abbandonato dopo il fallimento in Senato lo scorso dicembre. Gli istituti che non hanno ancora raggiunto la soglia continueranno a beneficiare di una lavorazione prioritaria, ma superato l’80%, le nuove domande offshore saranno inserite in una coda più lenta e meno supportata. Fonti governative spiegano che l’obiettivo è “regolare gli arrivi” e indirizzare la crescita verso università regionali e più piccole, settori che avevano lamentato di essere stati penalizzati da precedenti direttive a favore delle istituzioni del Group of Eight a basso rischio.
La ministra delle Finanze Katy Gallagher ha difeso la misura, sostenendo che i numeri record della migrazione netta stanno mettendo sotto pressione il mercato immobiliare e le infrastrutture. Le associazioni di categoria hanno reagito con cautela. La Regional Universities Network ha accolto con favore l’abrogazione della Direttiva 107 dello scorso anno, ma ha avvertito che il nuovo meccanismo di rallentamento introduce ancora incertezza nei flussi di reclutamento. Il Group of Eight ha definito la misura “un tetto di fatto” che rischia di confondere i mercati internazionali a poche settimane dall’inizio del principale semestre 2026.
Per i responsabili della mobilità aziendale, l’impatto più immediato sarà l’allungamento dei tempi per i familiari dei titolari di visto di lavoro che richiedono un visto studentesco dall’estero, con possibili ripercussioni anche sugli alloggi nei campus. Gli agenti educativi consigliano agli studenti potenziali di presentare domanda in anticipo o di considerare istituti ancora sotto la soglia dell’80%. Le istituzioni, intanto, dovranno dotarsi di dashboard in tempo reale per monitorare il rilascio delle Conferme di Iscrizione rispetto agli obiettivi, per evitare rallentamenti involontari nelle procedure.
La Direttiva si applica solo alle domande Subclass 500 presentate dall’estero; i rinnovi in loco e i visti post-studio Graduate non sono interessati. Il Ministero degli Interni non ha ancora pubblicato dati sulle quote individuali delle università, alimentando le richieste di maggiore trasparenza in vista del semestre di febbraio.
La misura ricalca il disegno di legge sulle quote studentesche, abbandonato dopo il fallimento in Senato lo scorso dicembre. Gli istituti che non hanno ancora raggiunto la soglia continueranno a beneficiare di una lavorazione prioritaria, ma superato l’80%, le nuove domande offshore saranno inserite in una coda più lenta e meno supportata. Fonti governative spiegano che l’obiettivo è “regolare gli arrivi” e indirizzare la crescita verso università regionali e più piccole, settori che avevano lamentato di essere stati penalizzati da precedenti direttive a favore delle istituzioni del Group of Eight a basso rischio.
La ministra delle Finanze Katy Gallagher ha difeso la misura, sostenendo che i numeri record della migrazione netta stanno mettendo sotto pressione il mercato immobiliare e le infrastrutture. Le associazioni di categoria hanno reagito con cautela. La Regional Universities Network ha accolto con favore l’abrogazione della Direttiva 107 dello scorso anno, ma ha avvertito che il nuovo meccanismo di rallentamento introduce ancora incertezza nei flussi di reclutamento. Il Group of Eight ha definito la misura “un tetto di fatto” che rischia di confondere i mercati internazionali a poche settimane dall’inizio del principale semestre 2026.
Per i responsabili della mobilità aziendale, l’impatto più immediato sarà l’allungamento dei tempi per i familiari dei titolari di visto di lavoro che richiedono un visto studentesco dall’estero, con possibili ripercussioni anche sugli alloggi nei campus. Gli agenti educativi consigliano agli studenti potenziali di presentare domanda in anticipo o di considerare istituti ancora sotto la soglia dell’80%. Le istituzioni, intanto, dovranno dotarsi di dashboard in tempo reale per monitorare il rilascio delle Conferme di Iscrizione rispetto agli obiettivi, per evitare rallentamenti involontari nelle procedure.
La Direttiva si applica solo alle domande Subclass 500 presentate dall’estero; i rinnovi in loco e i visti post-studio Graduate non sono interessati. Il Ministero degli Interni non ha ancora pubblicato dati sulle quote individuali delle università, alimentando le richieste di maggiore trasparenza in vista del semestre di febbraio.
Fonte: Australia Times
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