
In una mossa politica annunciata il 9 novembre 2025, la Ministra degli Affari Interni australiana Clare O’Neil ha firmato una nuova Direttiva Ministeriale che consentirà agli ufficiali dell’immigrazione di rallentare e, in ultima analisi, rifiutare le domande di visto studentesco una volta che un istituto educativo avrà raggiunto un tetto massimo stabilito dal governo per le iscrizioni straniere. Il governo Laburista ha adottato questa direttiva esecutiva dopo che un disegno di legge che proponeva limiti numerici rigidi è rimasto bloccato al Senato lo scorso dicembre.
Secondo le nuove regole, a ogni università e istituto professionale sarà assegnata una “quota internazionale” annuale. Quando si raggiungerà l’80% di questa quota, le domande presentate dall’estero saranno automaticamente inserite in una coda di elaborazione a bassa priorità; al raggiungimento del 100%, ulteriori concessioni potranno essere rifiutate, a meno che l’istituto non si trovi in una zona regionale designata o abbia un solido record di conformità. Il Dipartimento degli Affari Interni ha dichiarato che il meccanismo sarà attivo nel sistema di elaborazione dei visti entro due settimane e si applicherà a tutte le nuove domande di visto Subclass 500 (Studente) presentate fuori dall’Australia.
Universities Australia ha avvertito che la misura potrebbe far perdere al settore 2,3 miliardi di dollari australiani nel 2026 e mettere a rischio quasi 13.000 posti di lavoro concentrati nei campus metropolitani. Tuttavia, le istituzioni regionali hanno accolto favorevolmente la direttiva; la rettrice della Charles Sturt University, Renée Leon, ha dichiarato che “rende il campo di gioco più equo” spingendo gli studenti verso campus che faticano ad attrarre iscrizioni internazionali.
Gli agenti educativi stanno cercando di riorientare le candidature. Gyan Global, la più grande agenzia indiana per l’Australia, ha consigliato ai clienti di spostare le preferenze verso Perth, Darwin e le regioni del New South Wales per evitare rallentamenti nell’elaborazione. Anche gli avvocati specializzati in immigrazione prevedono un probabile aumento delle domande per il nuovo percorso Post-Study Work del visto Temporary Graduate, poiché gli studenti già in Australia cercheranno di prolungare il soggiorno mentre i limiti si fanno più stringenti.
Per i datori di lavoro australiani, l’impatto a breve termine sarà contenuto: la decisione riguarda solo i futuri arrivi. Tuttavia, gli analisti di Deloitte Access Economics avvertono che una stretta prolungata potrebbe aggravare la carenza di competenze nei settori della sanità, dell’ingegneria e dell’IT entro il 2028, quando si prevede la laurea dell’attuale coorte di studenti. Le aziende che dipendono dall’ingresso di neolaureati sono invitate a rivedere le proprie strategie di pianificazione del personale ed esplorare canali alternativi di reclutamento, come il visto Skills-in-Demand (SID) o modelli di lavoro offshore.
Secondo le nuove regole, a ogni università e istituto professionale sarà assegnata una “quota internazionale” annuale. Quando si raggiungerà l’80% di questa quota, le domande presentate dall’estero saranno automaticamente inserite in una coda di elaborazione a bassa priorità; al raggiungimento del 100%, ulteriori concessioni potranno essere rifiutate, a meno che l’istituto non si trovi in una zona regionale designata o abbia un solido record di conformità. Il Dipartimento degli Affari Interni ha dichiarato che il meccanismo sarà attivo nel sistema di elaborazione dei visti entro due settimane e si applicherà a tutte le nuove domande di visto Subclass 500 (Studente) presentate fuori dall’Australia.
Universities Australia ha avvertito che la misura potrebbe far perdere al settore 2,3 miliardi di dollari australiani nel 2026 e mettere a rischio quasi 13.000 posti di lavoro concentrati nei campus metropolitani. Tuttavia, le istituzioni regionali hanno accolto favorevolmente la direttiva; la rettrice della Charles Sturt University, Renée Leon, ha dichiarato che “rende il campo di gioco più equo” spingendo gli studenti verso campus che faticano ad attrarre iscrizioni internazionali.
Gli agenti educativi stanno cercando di riorientare le candidature. Gyan Global, la più grande agenzia indiana per l’Australia, ha consigliato ai clienti di spostare le preferenze verso Perth, Darwin e le regioni del New South Wales per evitare rallentamenti nell’elaborazione. Anche gli avvocati specializzati in immigrazione prevedono un probabile aumento delle domande per il nuovo percorso Post-Study Work del visto Temporary Graduate, poiché gli studenti già in Australia cercheranno di prolungare il soggiorno mentre i limiti si fanno più stringenti.
Per i datori di lavoro australiani, l’impatto a breve termine sarà contenuto: la decisione riguarda solo i futuri arrivi. Tuttavia, gli analisti di Deloitte Access Economics avvertono che una stretta prolungata potrebbe aggravare la carenza di competenze nei settori della sanità, dell’ingegneria e dell’IT entro il 2028, quando si prevede la laurea dell’attuale coorte di studenti. Le aziende che dipendono dall’ingresso di neolaureati sono invitate a rivedere le proprie strategie di pianificazione del personale ed esplorare canali alternativi di reclutamento, come il visto Skills-in-Demand (SID) o modelli di lavoro offshore.
Fonte: Australia Times
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