
Il rapporto tra Canberra e Perth ha raggiunto un nuovo livello di tensione il 6 novembre 2025, dopo che il governo Cook ha respinto pubblicamente una proposta federale di ridurre l’allocazione del Programma di Migrazione Nominata dallo Stato (SNMP) del Western Australia per il 2025-26, passando da circa 5.000 a 3.400 posti, un taglio del 30%. Il premier Roger Cook ha avvertito che questa riduzione soffocherebbe l’arrivo di ingegneri, artigiani e professionisti sanitari urgentemente necessari, proprio mentre lo stato intensifica i progetti abitativi, infrastrutturali e di difesa legati ad AUKUS.
Cook ha sottolineato che l’economia del Western Australia affronta carenze di manodopera uniche che non possono essere colmate localmente, citando tassi di vacanza in crescita nel settore delle costruzioni e delle risorse. Ha evidenziato che senza un numero sufficiente di posti per la migrazione qualificata, mega-progetti come il cantiere navale di Henderson e l’espansione del Perth Metronet potrebbero subire aumenti di costi e ritardi. Anche gruppi imprenditoriali, tra cui la Camera di Commercio e Industria del WA, hanno espresso preoccupazioni simili, affermando che un tetto più basso alle nomine spingerebbe i datori di lavoro verso sponsorizzazioni più costose con il visto 482 o verso la produzione offshore.
I funzionari del Dipartimento degli Affari Interni insistono che il limite provvisorio è di natura amministrativa e non rappresenta un “limite rigido” sul numero di visti per lavoratori qualificati che possono essere concessi a livello nazionale. Il Commonwealth sostiene che la misura aiuterà a smaltire gli arretrati e a migliorare i tempi di elaborazione. Tuttavia, i funzionari statali replicano che i limiti alle inviti influenzano inevitabilmente i risultati concreti, poiché la maggior parte dei candidati segue la via della nomina statale per ottenere la residenza permanente.
Per le multinazionali che trasferiscono personale in WA, la disputa introduce nuova incertezza nella pianificazione della forza lavoro. Le aziende che puntano sulle vie di sponsorizzazione statale 190 o 491 potrebbero dover rivedere i budget per la mobilità o presentare le manifestazioni di interesse in anticipo per assicurarsi un posto prima che le quote si esauriscano. Ai responsabili della mobilità è consigliato di informare i manager delle assunzioni su percorsi alternativi, come i flussi basati su accordi di lavoro o le concessioni regionali, fino a quando le trattative tra i due governi non saranno risolte.
La controversia mette in luce una più ampia ricalibrazione del programma migratorio australiano, mentre il governo Albanese cerca di bilanciare le pressioni abitative con la richiesta di talenti da parte dell’industria. Il successo del WA nel recuperare la propria quota influenzerà non solo i tempi dei progetti, ma anche la reputazione dell’Australia come meta facile per il reclutamento di talenti globali.
Cook ha sottolineato che l’economia del Western Australia affronta carenze di manodopera uniche che non possono essere colmate localmente, citando tassi di vacanza in crescita nel settore delle costruzioni e delle risorse. Ha evidenziato che senza un numero sufficiente di posti per la migrazione qualificata, mega-progetti come il cantiere navale di Henderson e l’espansione del Perth Metronet potrebbero subire aumenti di costi e ritardi. Anche gruppi imprenditoriali, tra cui la Camera di Commercio e Industria del WA, hanno espresso preoccupazioni simili, affermando che un tetto più basso alle nomine spingerebbe i datori di lavoro verso sponsorizzazioni più costose con il visto 482 o verso la produzione offshore.
I funzionari del Dipartimento degli Affari Interni insistono che il limite provvisorio è di natura amministrativa e non rappresenta un “limite rigido” sul numero di visti per lavoratori qualificati che possono essere concessi a livello nazionale. Il Commonwealth sostiene che la misura aiuterà a smaltire gli arretrati e a migliorare i tempi di elaborazione. Tuttavia, i funzionari statali replicano che i limiti alle inviti influenzano inevitabilmente i risultati concreti, poiché la maggior parte dei candidati segue la via della nomina statale per ottenere la residenza permanente.
Per le multinazionali che trasferiscono personale in WA, la disputa introduce nuova incertezza nella pianificazione della forza lavoro. Le aziende che puntano sulle vie di sponsorizzazione statale 190 o 491 potrebbero dover rivedere i budget per la mobilità o presentare le manifestazioni di interesse in anticipo per assicurarsi un posto prima che le quote si esauriscano. Ai responsabili della mobilità è consigliato di informare i manager delle assunzioni su percorsi alternativi, come i flussi basati su accordi di lavoro o le concessioni regionali, fino a quando le trattative tra i due governi non saranno risolte.
La controversia mette in luce una più ampia ricalibrazione del programma migratorio australiano, mentre il governo Albanese cerca di bilanciare le pressioni abitative con la richiesta di talenti da parte dell’industria. Il successo del WA nel recuperare la propria quota influenzerà non solo i tempi dei progetti, ma anche la reputazione dell’Australia come meta facile per il reclutamento di talenti globali.
Fonte: Getting Down Under
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