
Il Dipartimento Immigrazione ed Emigrazione dello Sri Lanka ha confermato il 7 novembre che, con effetto immediato, tutti i visitatori per soggiorni brevi devono ottenere un’Autorizzazione Elettronica di Viaggio (ETA) prima di imbarcarsi su voli diretti a Colombo. Questa precisazione pone fine alla prassi adottata durante la pandemia, che permetteva a determinate nazionalità di ottenere l’approvazione direttamente in aeroporto.
Particolarmente rilevante per l’India, principale fonte di visitatori dell’isola, il governo ha esteso fino a dicembre 2025 il programma pilota di esenzione dalle tariffe. I titolari di passaporti indiani, cinesi, giapponesi, indonesiani, malesi, thailandesi e russi possono ancora richiedere gratuitamente l’ETA per scopi turistici. I viaggiatori d’affari, invece, dovranno pagare la tariffa standard. Questa misura mira a coniugare un controllo più rigoroso alle frontiere con incentivi per rilanciare gli arrivi, che nel 2024 hanno superato i due milioni.
Per i team di mobilità che inviano dipendenti presso clienti, centri IT offshore o cantieri in Sri Lanka, la novità comporta una regola ferrea: nessun imbarco senza ETA approvata. Le compagnie aeree rifiuteranno l’imbarco ai passeggeri privi del numero ETA. I reparti HR dovranno aggiornare le checklist pre-viaggio e ricordare ai viaggiatori che, sebbene spesso istantaneo, il processo può richiedere fino a 24 ore nei periodi di picco.
Gli agenti di viaggio hanno accolto con favore la chiarezza, ma hanno avvertito che il periodo di esenzione per alcune nazionalità potrebbe essere rivisto nel bilancio 2026. Le aziende potrebbero quindi considerare di pianificare i viaggi di progetto entro l’anno fiscale in corso per sfruttare i risparmi sui costi.
Particolarmente rilevante per l’India, principale fonte di visitatori dell’isola, il governo ha esteso fino a dicembre 2025 il programma pilota di esenzione dalle tariffe. I titolari di passaporti indiani, cinesi, giapponesi, indonesiani, malesi, thailandesi e russi possono ancora richiedere gratuitamente l’ETA per scopi turistici. I viaggiatori d’affari, invece, dovranno pagare la tariffa standard. Questa misura mira a coniugare un controllo più rigoroso alle frontiere con incentivi per rilanciare gli arrivi, che nel 2024 hanno superato i due milioni.
Per i team di mobilità che inviano dipendenti presso clienti, centri IT offshore o cantieri in Sri Lanka, la novità comporta una regola ferrea: nessun imbarco senza ETA approvata. Le compagnie aeree rifiuteranno l’imbarco ai passeggeri privi del numero ETA. I reparti HR dovranno aggiornare le checklist pre-viaggio e ricordare ai viaggiatori che, sebbene spesso istantaneo, il processo può richiedere fino a 24 ore nei periodi di picco.
Gli agenti di viaggio hanno accolto con favore la chiarezza, ma hanno avvertito che il periodo di esenzione per alcune nazionalità potrebbe essere rivisto nel bilancio 2026. Le aziende potrebbero quindi considerare di pianificare i viaggi di progetto entro l’anno fiscale in corso per sfruttare i risparmi sui costi.
Fonte: VisaIndex
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