
Il governo del Regno Unito ha avviato prove dal vivo negli aeroporti di un varco di frontiera con riconoscimento facciale che permette ai viaggiatori di superare l’immigrazione senza mostrare il passaporto, parte di una più ampia riforma digitale delle frontiere volta a migliorare la sicurezza e ridurre le code nei momenti di punta. I giornalisti tecnologici hanno confermato il 13 novembre 2025 che le prime sperimentazioni sono in corso a Heathrow e Gatwick, con l’intenzione di estenderle a livello nazionale se verranno raggiunti gli obiettivi di performance.
Secondo il sistema, i passeggeri caricano i dati biometrici al momento della richiesta di un’Autorizzazione Elettronica di Viaggio (ETA) o di un visto. All’arrivo, le telecamere confrontano l’immagine in tempo reale del viaggiatore con il modello memorizzato; in caso di corrispondenza, il varco si apre automaticamente. Il Ministero dell’Interno afferma che il sistema elabora un passeggero in meno di otto secondi, contro i più di 30 secondi richiesti dai tradizionali e-Gate.
Per i programmi dedicati ai viaggiatori d’affari, le implicazioni sono rilevanti. Un passaggio più rapido può ridurre di 10-15 minuti i tempi medi di arrivo, consentendo di pianificare incontri con tempistiche più strette, mentre la minore gestione dei documenti riduce il rischio di smarrimento del passaporto durante il viaggio. Anche le compagnie aeree ne traggono vantaggio: code più brevi limitano i ritardi ai gate causati da passeggeri bloccati all’immigrazione.
Tuttavia, i gruppi per la tutela della privacy avvertono che l’espansione dell’infrastruttura di riconoscimento facciale potrebbe normalizzare la sorveglianza biometrica di massa. L’Information Commissioner’s Office ha richiesto al Ministero dell’Interno di presentare una completa Valutazione d’Impatto sulla Protezione dei Dati prima di qualsiasi estensione a livello nazionale. I datori di lavoro dovrebbero informare i dipendenti inviati all’estero sulle corsie di opt-out e assicurarsi che chi rifiuta il riconoscimento facciale abbia con sé un passaporto valido per l’ispezione manuale.
Se il progetto pilota avrà esito positivo, i varchi con riconoscimento facciale potrebbero diventare obbligatori per i viaggiatori con ETA entro la fine del 2026, proprio mentre entreranno in funzione i sistemi EES/ETIAS dell’UE. I responsabili della mobilità dovranno quindi pianificare processi paralleli — ingresso digitale nel Regno Unito e nuovi controlli biometrici di uscita per lo Spazio Schengen — quando organizzeranno itinerari a livello europeo.
Secondo il sistema, i passeggeri caricano i dati biometrici al momento della richiesta di un’Autorizzazione Elettronica di Viaggio (ETA) o di un visto. All’arrivo, le telecamere confrontano l’immagine in tempo reale del viaggiatore con il modello memorizzato; in caso di corrispondenza, il varco si apre automaticamente. Il Ministero dell’Interno afferma che il sistema elabora un passeggero in meno di otto secondi, contro i più di 30 secondi richiesti dai tradizionali e-Gate.
Per i programmi dedicati ai viaggiatori d’affari, le implicazioni sono rilevanti. Un passaggio più rapido può ridurre di 10-15 minuti i tempi medi di arrivo, consentendo di pianificare incontri con tempistiche più strette, mentre la minore gestione dei documenti riduce il rischio di smarrimento del passaporto durante il viaggio. Anche le compagnie aeree ne traggono vantaggio: code più brevi limitano i ritardi ai gate causati da passeggeri bloccati all’immigrazione.
Tuttavia, i gruppi per la tutela della privacy avvertono che l’espansione dell’infrastruttura di riconoscimento facciale potrebbe normalizzare la sorveglianza biometrica di massa. L’Information Commissioner’s Office ha richiesto al Ministero dell’Interno di presentare una completa Valutazione d’Impatto sulla Protezione dei Dati prima di qualsiasi estensione a livello nazionale. I datori di lavoro dovrebbero informare i dipendenti inviati all’estero sulle corsie di opt-out e assicurarsi che chi rifiuta il riconoscimento facciale abbia con sé un passaporto valido per l’ispezione manuale.
Se il progetto pilota avrà esito positivo, i varchi con riconoscimento facciale potrebbero diventare obbligatori per i viaggiatori con ETA entro la fine del 2026, proprio mentre entreranno in funzione i sistemi EES/ETIAS dell’UE. I responsabili della mobilità dovranno quindi pianificare processi paralleli — ingresso digitale nel Regno Unito e nuovi controlli biometrici di uscita per lo Spazio Schengen — quando organizzeranno itinerari a livello europeo.
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