
In una telefonata del 13 novembre con il presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha esortato Kiev a scoraggiare la migrazione su larga scala di uomini ucraini verso la Germania, sottolineando che “sono necessari a casa”. Poche ore dopo, durante un congresso commerciale a Berlino, Merz ha collegato questo appello a un disegno di legge che restringerà l’accesso ai sussidi sociali per i nuovi arrivi ucraini dopo il 1° aprile 2025.
Secondo il piano, chi arriverà dopo quella data sarà soggetto all’Asylum Seekers’ Benefits Act, che prevede sussidi più bassi rispetto al Bürgergeld tedesco, pur mantenendo l’accesso immediato al mercato del lavoro.
Eurostat ha registrato 79.205 rifugiati ucraini entrati nell’UE a settembre, il numero mensile più alto da agosto 2023, attribuendo l’aumento alla decisione di Kiev di permettere la partenza degli uomini tra i 18 e i 22 anni. La Germania ospita ora oltre 1,2 milioni di ucraini, pari al 28% del totale UE, mettendo sotto pressione i bilanci per l’accoglienza in diversi Länder.
Il disegno di legge, che dovrebbe essere approvato dal governo la prossima settimana, prevede anche un rafforzamento dei servizi di orientamento nei centri per l’impiego e un miglior matching con i datori di lavoro, per favorire il passaggio dei rifugiati dal welfare al lavoro. I critici temono che la riduzione dei sussidi possa spingere i nuovi arrivati verso il lavoro nero; i sostenitori invece ritengono che questa misura incentivi l’integrazione e alleggerisca i bilanci comunali.
Per i team di mobilità internazionale, la novità potrebbe complicare le politiche di ricollocamento dei familiari, se i coniugi ucraini accompagnatori rientrassero in regimi di sussidio differenti. I datori di lavoro che assumono talenti ucraini dovrebbero considerare un supporto amministrativo per i permessi di soggiorno e corsi di lingua tedesca, poiché l’accesso al mercato del lavoro da solo potrebbe non garantire un’integrazione fluida.
Questo episodio evidenzia la più ampia ricalibrazione della politica tedesca sui rifugiati: un inasprimento dei sussidi e un sostegno all’occupazione rapida, pur mantenendo un segnale di solidarietà politica con l’Ucraina.
Secondo il piano, chi arriverà dopo quella data sarà soggetto all’Asylum Seekers’ Benefits Act, che prevede sussidi più bassi rispetto al Bürgergeld tedesco, pur mantenendo l’accesso immediato al mercato del lavoro.
Eurostat ha registrato 79.205 rifugiati ucraini entrati nell’UE a settembre, il numero mensile più alto da agosto 2023, attribuendo l’aumento alla decisione di Kiev di permettere la partenza degli uomini tra i 18 e i 22 anni. La Germania ospita ora oltre 1,2 milioni di ucraini, pari al 28% del totale UE, mettendo sotto pressione i bilanci per l’accoglienza in diversi Länder.
Il disegno di legge, che dovrebbe essere approvato dal governo la prossima settimana, prevede anche un rafforzamento dei servizi di orientamento nei centri per l’impiego e un miglior matching con i datori di lavoro, per favorire il passaggio dei rifugiati dal welfare al lavoro. I critici temono che la riduzione dei sussidi possa spingere i nuovi arrivati verso il lavoro nero; i sostenitori invece ritengono che questa misura incentivi l’integrazione e alleggerisca i bilanci comunali.
Per i team di mobilità internazionale, la novità potrebbe complicare le politiche di ricollocamento dei familiari, se i coniugi ucraini accompagnatori rientrassero in regimi di sussidio differenti. I datori di lavoro che assumono talenti ucraini dovrebbero considerare un supporto amministrativo per i permessi di soggiorno e corsi di lingua tedesca, poiché l’accesso al mercato del lavoro da solo potrebbe non garantire un’integrazione fluida.
Questo episodio evidenzia la più ampia ricalibrazione della politica tedesca sui rifugiati: un inasprimento dei sussidi e un sostegno all’occupazione rapida, pur mantenendo un segnale di solidarietà politica con l’Ucraina.
Fonte: Reuters
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