
Le agenzie di viaggio brasiliane avvertono i clienti di prepararsi a tempi di attesa più lunghi, tassi di rifiuto più elevati e possibili controlli documentali durante il viaggio, dopo che Washington ha annunciato un ampio inasprimento dei controlli sui visti il 17 novembre 2025. Secondo le nuove direttive, ogni categoria di visto statunitense rilasciata in Brasile — inclusi i visti turistici B-1/B-2, i permessi di studio F-1 e le autorizzazioni di lavoro H-1B — potrà essere soggetta a revisione retroattiva. Il Servizio per la Cittadinanza e l’Immigrazione degli Stati Uniti (USCIS) introdurrà inoltre un test di civica ampliato per la naturalizzazione il prossimo anno, aumentando gli oneri di conformità.
Gli analisti del settore sottolineano che queste misure rappresentano l’ultimo passo di un processo pluriennale verso un controllo più rigoroso dei cittadini brasiliani. Secondo Tourism Economics, gli arrivi negli Stati Uniti sono già diminuiti dell’8,2% su base annua; la domanda brasiliana è destinata a calare ulteriormente, con tempi di attesa per le interviste a San Paolo e Brasilia che superano i 300 giorni. Compagnie aeree e tour operator segnalano un aumento delle cancellazioni per il primo trimestre 2026 e hanno iniziato a offrire la possibilità di riprenotazioni senza penali per mantenere i clienti.
Per i responsabili della mobilità aziendale, il doppio rischio è rappresentato da disagi nei programmi di viaggio e dalla perdita di talenti: professionisti altamente qualificati, scoraggiati da costi fino a 100.000 dollari per una petizione H-1B, stanno ora valutando alternative come Canada, Portogallo e Emirati Arabi Uniti. Multinazionali nei settori tecnologico ed energetico con personale brasiliano consigliano ai dipendenti in viaggio di portare con sé la prova dell’impiego, evitare biglietti di sola andata e prevedere giorni di margine per eventuali controlli secondari.
Il Ministero degli Affari Esteri brasiliano afferma di monitorare la situazione ma esclude per ora misure di ritorsione, citando negoziati commerciali bilaterali basati su concessioni tariffarie piuttosto che su politiche migratorie. Tuttavia, gli esperti legali prevedono un aumento della pressione per tariffe di visto reciproche o per accelerare i negoziati sugli e-visa qualora i tassi di rifiuto superassero i livelli storici.
Nel breve termine, i viaggiatori sono invitati a prenotare subito le interviste, verificare la validità dell’ESTA per i viaggi di transito attraverso paesi terzi e conservare copie digitali dei documenti di supporto. I team aziendali di viaggio sono esortati a coordinarsi con consulenti legali in materia di immigrazione e a privilegiare i canali di prenotazione premium per i viaggi mission-critical, dove disponibili.
Gli analisti del settore sottolineano che queste misure rappresentano l’ultimo passo di un processo pluriennale verso un controllo più rigoroso dei cittadini brasiliani. Secondo Tourism Economics, gli arrivi negli Stati Uniti sono già diminuiti dell’8,2% su base annua; la domanda brasiliana è destinata a calare ulteriormente, con tempi di attesa per le interviste a San Paolo e Brasilia che superano i 300 giorni. Compagnie aeree e tour operator segnalano un aumento delle cancellazioni per il primo trimestre 2026 e hanno iniziato a offrire la possibilità di riprenotazioni senza penali per mantenere i clienti.
Per i responsabili della mobilità aziendale, il doppio rischio è rappresentato da disagi nei programmi di viaggio e dalla perdita di talenti: professionisti altamente qualificati, scoraggiati da costi fino a 100.000 dollari per una petizione H-1B, stanno ora valutando alternative come Canada, Portogallo e Emirati Arabi Uniti. Multinazionali nei settori tecnologico ed energetico con personale brasiliano consigliano ai dipendenti in viaggio di portare con sé la prova dell’impiego, evitare biglietti di sola andata e prevedere giorni di margine per eventuali controlli secondari.
Il Ministero degli Affari Esteri brasiliano afferma di monitorare la situazione ma esclude per ora misure di ritorsione, citando negoziati commerciali bilaterali basati su concessioni tariffarie piuttosto che su politiche migratorie. Tuttavia, gli esperti legali prevedono un aumento della pressione per tariffe di visto reciproche o per accelerare i negoziati sugli e-visa qualora i tassi di rifiuto superassero i livelli storici.
Nel breve termine, i viaggiatori sono invitati a prenotare subito le interviste, verificare la validità dell’ESTA per i viaggi di transito attraverso paesi terzi e conservare copie digitali dei documenti di supporto. I team aziendali di viaggio sono esortati a coordinarsi con consulenti legali in materia di immigrazione e a privilegiare i canali di prenotazione premium per i viaggi mission-critical, dove disponibili.