
Dati freschi dall'Istituto Nazionale di Statistica (INE) mostrano che la popolazione spagnola ha raggiunto i 49,44 milioni, il massimo storico, grazie soprattutto a un aumento del 4% dei cittadini stranieri nei primi nove mesi del 2025. In confronto, la popolazione con passaporto spagnolo è cresciuta solo dello 0,2%, il che significa che la migrazione cresce 20 volte più velocemente dell'incremento naturale.
I colombiani, marocchini e venezuelani guidano la lista degli arrivi, seguiti da italiani, peruviani e spagnoli di ritorno. Le province costiere sono le più interessate: gli stranieri rappresentano già il 22% degli abitanti della provincia di Málaga e quasi il 50% nella popolare località per espatriati di Torrevieja. Quattro regioni—Isole Baleari, Comunità Valenciana, Aragona e Castilla-La Mancha—hanno registrato aumenti della popolazione straniera superiori al 5%.
Gli economisti sottolineano che questo afflusso sta attenuando l’invecchiamento della forza lavoro spagnola e rafforzando la sicurezza sociale: gli stranieri rappresentano ora circa il 15% dei contribuenti e il 10% delle entrate della sicurezza sociale. Settori come l’ospitalità, l’agricoltura, la logistica e l’assistenza dipendono fortemente dal talento migrante.
Tuttavia, la rapida crescita sta mettendo sotto pressione abitazioni, scuole e servizi sanitari nelle zone più richieste. Il Regolamento sull’Immigrazione del maggio 2025—che semplifica il rinnovo dei permessi di lavoro, estende il visto per chi cerca lavoro a 12 mesi e permette agli studenti di lavorare fino a 30 ore settimanali—si prevede formalizzerà migliaia di lavoratori in più, ma i comuni avvertono che i criteri di finanziamento non tengono il passo con la realtà demografica.
Per i responsabili HR e relocation, i dati confermano l’apertura della Spagna al talento straniero, ma segnalano anche mercati degli affitti più rigidi e possibili dibattiti politici in vista delle elezioni del 2027, quando è previsto il completamento di un piano di regolarizzazione per un milione di persone.
I colombiani, marocchini e venezuelani guidano la lista degli arrivi, seguiti da italiani, peruviani e spagnoli di ritorno. Le province costiere sono le più interessate: gli stranieri rappresentano già il 22% degli abitanti della provincia di Málaga e quasi il 50% nella popolare località per espatriati di Torrevieja. Quattro regioni—Isole Baleari, Comunità Valenciana, Aragona e Castilla-La Mancha—hanno registrato aumenti della popolazione straniera superiori al 5%.
Gli economisti sottolineano che questo afflusso sta attenuando l’invecchiamento della forza lavoro spagnola e rafforzando la sicurezza sociale: gli stranieri rappresentano ora circa il 15% dei contribuenti e il 10% delle entrate della sicurezza sociale. Settori come l’ospitalità, l’agricoltura, la logistica e l’assistenza dipendono fortemente dal talento migrante.
Tuttavia, la rapida crescita sta mettendo sotto pressione abitazioni, scuole e servizi sanitari nelle zone più richieste. Il Regolamento sull’Immigrazione del maggio 2025—che semplifica il rinnovo dei permessi di lavoro, estende il visto per chi cerca lavoro a 12 mesi e permette agli studenti di lavorare fino a 30 ore settimanali—si prevede formalizzerà migliaia di lavoratori in più, ma i comuni avvertono che i criteri di finanziamento non tengono il passo con la realtà demografica.
Per i responsabili HR e relocation, i dati confermano l’apertura della Spagna al talento straniero, ma segnalano anche mercati degli affitti più rigidi e possibili dibattiti politici in vista delle elezioni del 2027, quando è previsto il completamento di un piano di regolarizzazione per un milione di persone.
Fonte: Euro Weekly News
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