
I passeggeri in partenza per il Regno Unito dall’aeroporto di Málaga-Costa del Sol nel weekend hanno affrontato code che si estendevano oltre i caffè del Terminal 3, con alcuni viaggiatori che hanno perso il volo dopo aver atteso più di due ore al controllo passaporti. Immagini sui social mostrano le file per i passaporti britannici sovrapposte, mentre le corsie per i cittadini UE scorrevano senza intoppi.
L’operatore aeroportuale AENA ha confermato che i nuovi chioschi biometrici, parte del sistema spagnolo di ingresso/uscita graduale, sono stati “testati dal vivo” sabato 15 novembre, cogliendo di sorpresa il personale di frontiera. I chioschi acquisiscono immagini facciali e memorizzano i dati per un’elaborazione automatica futura, ma richiedono assistenza manuale per i primi utenti. AENA ha aumentato il personale nel corso della giornata, riducendo i tempi medi di attesa a 20 minuti, ma le associazioni di viaggi d’affari hanno criticato la mancanza di preavviso.
Il caos arriva mentre Málaga registra il traffico più alto di sempre per ottobre: 2,58 milioni di passeggeri, +6,1% su base annua. Le rotte verso il Regno Unito rappresentano quasi un quarto dei movimenti, rendendo essenziali flussi di frontiera fluidi per l’Andalusia, fortemente dipendente dal turismo. I consulenti di rischio viaggio Control Risks hanno sottolineato che l’implementazione disomogenea tra aeroporti rischia di creare un’esperienza a “lotteria postale” per i viaggiatori d’affari, aumentando i costi dei programmi di duty of care.
Per i mobility manager, l’episodio è un monito a informare i dipendenti di arrivare con anticipo, portare con sé la prova del biglietto di proseguimento e monitorare le code in tempo reale (flightqueue.com/AGP). Nel breve termine, i voli charter di punta durante il periodo natalizio potrebbero generare simili criticità, a meno che la Polizia Nazionale non acceleri la formazione del personale. A lungo termine, una volta registrati i viaggiatori, i varchi elettronici dovrebbero velocizzare partenze e arrivi, a patto che le risorse aeroportuali tengano il passo con la crescita del traffico.
L’operatore aeroportuale AENA ha confermato che i nuovi chioschi biometrici, parte del sistema spagnolo di ingresso/uscita graduale, sono stati “testati dal vivo” sabato 15 novembre, cogliendo di sorpresa il personale di frontiera. I chioschi acquisiscono immagini facciali e memorizzano i dati per un’elaborazione automatica futura, ma richiedono assistenza manuale per i primi utenti. AENA ha aumentato il personale nel corso della giornata, riducendo i tempi medi di attesa a 20 minuti, ma le associazioni di viaggi d’affari hanno criticato la mancanza di preavviso.
Il caos arriva mentre Málaga registra il traffico più alto di sempre per ottobre: 2,58 milioni di passeggeri, +6,1% su base annua. Le rotte verso il Regno Unito rappresentano quasi un quarto dei movimenti, rendendo essenziali flussi di frontiera fluidi per l’Andalusia, fortemente dipendente dal turismo. I consulenti di rischio viaggio Control Risks hanno sottolineato che l’implementazione disomogenea tra aeroporti rischia di creare un’esperienza a “lotteria postale” per i viaggiatori d’affari, aumentando i costi dei programmi di duty of care.
Per i mobility manager, l’episodio è un monito a informare i dipendenti di arrivare con anticipo, portare con sé la prova del biglietto di proseguimento e monitorare le code in tempo reale (flightqueue.com/AGP). Nel breve termine, i voli charter di punta durante il periodo natalizio potrebbero generare simili criticità, a meno che la Polizia Nazionale non acceleri la formazione del personale. A lungo termine, una volta registrati i viaggiatori, i varchi elettronici dovrebbero velocizzare partenze e arrivi, a patto che le risorse aeroportuali tengano il passo con la crescita del traffico.
Fonte: The Olive Press
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