
Statistiche aggiornate, pubblicate il 18 novembre 2025 e analizzate il 19 novembre da Immigration News Canada, delineano un quadro preoccupante del carico di lavoro dell’immigrazione in Canada. Al 30 settembre, Immigration, Refugees and Citizenship Canada (IRCC) gestiva 2.200.100 domande di cittadinanza, residenza permanente e residenza temporanea. Di queste, 996.700 pratiche superavano gli standard di servizio pubblicati dall’IRCC, classificandosi quindi come arretrato, il livello più alto da novembre 2024.
Le pratiche di residenza permanente ammontano a 913.800 casi, con una predominanza di flussi economici e quasi 482.400 file attualmente in ritardo. Le categorie di residenza temporanea — permessi di lavoro, permessi di studio e visti per visitatori — contano 1.028.500 domande, di cui 461.100 in ritardo. Il processo di cittadinanza risulta relativamente più efficiente, ma restano 53.200 domande di concessione in sospeso. I dati evidenziano come i nuovi limiti federali sui permessi di studio, le regole più rigide sul mercato del lavoro e le soglie finanziarie più elevate non abbiano ancora alleggerito il carico di lavoro degli operatori.
L’aumento dell’arretrato ha conseguenze concrete per datori di lavoro e richiedenti. Le proroghe dei permessi di lavoro presentate in Canada possono richiedere oltre sette mesi, costringendo le aziende a gestire periodi di autorizzazione temporanea e complicazioni assicurative. Le università affrontano una volatilità nelle iscrizioni, poiché le oscillazioni nell’approvazione dei permessi di studio generano incertezza nella conferma dei posti. I casi di ricongiungimento familiare rischiano di superare le scadenze dei documenti di viaggio, mentre i ritardi nelle concessioni di cittadinanza rallentano i programmi di mobilità aziendale che si basano sul passaporto canadese per viaggi senza visto.
L’IRCC ha processato 1,2 milioni di pratiche entro gli standard di servizio nel periodo di nove mesi, ma il volume in entrata ha sostanzialmente eguagliato l’output. Gli avvocati specializzati in immigrazione prevedono un possibile allungamento formale degli standard di servizio all’inizio del 2026, a meno che non si concretizzino aumenti di personale previsti nel budget. Nel frattempo, le aziende sono invitate a presentare le domande di rinnovo e proroga il prima possibile e a prevedere nel budget le spese per permessi di lavoro temporanei di transizione, dove disponibili.
Strategicamente, i numeri confermano il cambiamento nel modello migratorio canadese, sempre più orientato alle transizioni di status per persone già presenti nel Paese, piuttosto che a grandi flussi di nuovi arrivi. Per i responsabili della mobilità globale, ciò significa un’attenzione ancora maggiore alla conformità interna, ai rinnovi anticipati e alla pianificazione di scenari per i dipendenti bloccati in attesa di elaborazione.
Le pratiche di residenza permanente ammontano a 913.800 casi, con una predominanza di flussi economici e quasi 482.400 file attualmente in ritardo. Le categorie di residenza temporanea — permessi di lavoro, permessi di studio e visti per visitatori — contano 1.028.500 domande, di cui 461.100 in ritardo. Il processo di cittadinanza risulta relativamente più efficiente, ma restano 53.200 domande di concessione in sospeso. I dati evidenziano come i nuovi limiti federali sui permessi di studio, le regole più rigide sul mercato del lavoro e le soglie finanziarie più elevate non abbiano ancora alleggerito il carico di lavoro degli operatori.
L’aumento dell’arretrato ha conseguenze concrete per datori di lavoro e richiedenti. Le proroghe dei permessi di lavoro presentate in Canada possono richiedere oltre sette mesi, costringendo le aziende a gestire periodi di autorizzazione temporanea e complicazioni assicurative. Le università affrontano una volatilità nelle iscrizioni, poiché le oscillazioni nell’approvazione dei permessi di studio generano incertezza nella conferma dei posti. I casi di ricongiungimento familiare rischiano di superare le scadenze dei documenti di viaggio, mentre i ritardi nelle concessioni di cittadinanza rallentano i programmi di mobilità aziendale che si basano sul passaporto canadese per viaggi senza visto.
L’IRCC ha processato 1,2 milioni di pratiche entro gli standard di servizio nel periodo di nove mesi, ma il volume in entrata ha sostanzialmente eguagliato l’output. Gli avvocati specializzati in immigrazione prevedono un possibile allungamento formale degli standard di servizio all’inizio del 2026, a meno che non si concretizzino aumenti di personale previsti nel budget. Nel frattempo, le aziende sono invitate a presentare le domande di rinnovo e proroga il prima possibile e a prevedere nel budget le spese per permessi di lavoro temporanei di transizione, dove disponibili.
Strategicamente, i numeri confermano il cambiamento nel modello migratorio canadese, sempre più orientato alle transizioni di status per persone già presenti nel Paese, piuttosto che a grandi flussi di nuovi arrivi. Per i responsabili della mobilità globale, ciò significa un’attenzione ancora maggiore alla conformità interna, ai rinnovi anticipati e alla pianificazione di scenari per i dipendenti bloccati in attesa di elaborazione.
Fonte: Immigration News Canada
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