
I dati di Immigration, Refugees and Citizenship Canada (IRCC), analizzati da CIC News e riportati dall’Economic Times, mostrano che il Canada è destinato ad ammettere appena 203.000 lavoratori stranieri temporanei nel 2025, ben al di sotto dell’obiettivo ufficiale di 367.750. Le ammissioni sia attraverso il Temporary Foreign Worker Programme (TFWP) sia tramite l’International Mobility Programme (IMP) sono rallentate significativamente da quando, all’inizio di quest’anno, sono stati introdotti nuovi limiti, regole più rigide sui salari prevalenti e una moratoria sulle valutazioni dell’impatto sul mercato del lavoro (LMIA) per i lavori a basso salario.
Tra gennaio e agosto 2025, solo 154.515 lavoratori stranieri sono entrati in Canada: 43.315 tramite il TFWP e 111.200 attraverso l’IMP. Se le tendenze attuali dovessero mantenersi, il totale a fine anno rispecchierebbe il tetto ridotto fissato dal governo per il 2026, di circa 230.000 lavoratori temporanei. Questo rallentamento fa parte di una strategia pluriennale volta a ridurre la popolazione di residenti temporanei al 5% della popolazione totale canadese entro il 2027, per alleviare la pressione su abitazioni, sanità e trasporti pubblici nelle grandi città.
Per le imprese, l’impatto immediato è una maggiore difficoltà nel reperire talenti, soprattutto nei settori dell’ospitalità, dell’agricoltura e della manifattura avanzata, che dipendono fortemente da lavoratori approvati tramite LMIA. Le aziende che pianificano progetti per il 2026 potrebbero voler accelerare ora le assunzioni, considerare trasferimenti intra-aziendali (ancora esenti dal limite LMIA) o esplorare i programmi provinciali per nominati che conducono alla residenza permanente. Gli avvocati specializzati in immigrazione avvertono che i calcoli salariali più severi e i nuovi requisiti linguistici per i titolari di permessi di lavoro post-laurea stanno aumentando i tassi di rifiuto.
Le multinazionali stanno già rivedendo i budget per la mobilità: alcune stanno spostando ruoli logistici e IT negli Stati Uniti o in Messico, mentre altre adottano politiche di lavoro a distanza per mantenere i talenti nei paesi d’origine. Allo stesso tempo, province con carenze di manodopera legate alla demografia, come Terranova e Labrador e Saskatchewan, stanno facendo pressione su Ottawa per ottenere esenzioni regionali. L’eventuale concessione di tali deroghe dipenderà probabilmente dall’andamento economico in vista delle elezioni federali del 2026.
Tra gennaio e agosto 2025, solo 154.515 lavoratori stranieri sono entrati in Canada: 43.315 tramite il TFWP e 111.200 attraverso l’IMP. Se le tendenze attuali dovessero mantenersi, il totale a fine anno rispecchierebbe il tetto ridotto fissato dal governo per il 2026, di circa 230.000 lavoratori temporanei. Questo rallentamento fa parte di una strategia pluriennale volta a ridurre la popolazione di residenti temporanei al 5% della popolazione totale canadese entro il 2027, per alleviare la pressione su abitazioni, sanità e trasporti pubblici nelle grandi città.
Per le imprese, l’impatto immediato è una maggiore difficoltà nel reperire talenti, soprattutto nei settori dell’ospitalità, dell’agricoltura e della manifattura avanzata, che dipendono fortemente da lavoratori approvati tramite LMIA. Le aziende che pianificano progetti per il 2026 potrebbero voler accelerare ora le assunzioni, considerare trasferimenti intra-aziendali (ancora esenti dal limite LMIA) o esplorare i programmi provinciali per nominati che conducono alla residenza permanente. Gli avvocati specializzati in immigrazione avvertono che i calcoli salariali più severi e i nuovi requisiti linguistici per i titolari di permessi di lavoro post-laurea stanno aumentando i tassi di rifiuto.
Le multinazionali stanno già rivedendo i budget per la mobilità: alcune stanno spostando ruoli logistici e IT negli Stati Uniti o in Messico, mentre altre adottano politiche di lavoro a distanza per mantenere i talenti nei paesi d’origine. Allo stesso tempo, province con carenze di manodopera legate alla demografia, come Terranova e Labrador e Saskatchewan, stanno facendo pressione su Ottawa per ottenere esenzioni regionali. L’eventuale concessione di tali deroghe dipenderà probabilmente dall’andamento economico in vista delle elezioni federali del 2026.
Fonte: The Economic Times
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