
Il 19 novembre 2025, l'Agenzia delle Dogane del Canada (CBSA) e l'Australian Border Force hanno firmato a Wellington, Nuova Zelanda, un Accordo Bilaterale di Assistenza Reciproca in materia doganale (CMAA). Il trattato faciliterà la condivisione in tempo reale di informazioni su reati doganali, riciclaggio di denaro legato al commercio e sicurezza della catena di approvvigionamento, rafforzando l'applicazione delle norme senza ostacolare il commercio legittimo.
Per i team di mobilità globale, l'accordo rappresenta un allineamento più stretto dei protocolli di controllo alle frontiere del Canada con quelli di un altro partner fidato del gruppo "Five Eyes". Le aziende che movimentano merci di alto valore o spostano personale tra i due Paesi — in particolare nei settori minerario, aerospaziale e agroalimentare — possono aspettarsi ispezioni più coordinate e, probabilmente, procedure di sdoganamento più snelle per le spedizioni a basso rischio iscritte a programmi di operatori economici autorizzati.
Una volta presentato alla Camera dei Comuni canadese per la revisione obbligatoria di 21 sedute, l'accordo consentirà a CBSA e alle controparti australiane di scambiarsi dati anticipati sulle spedizioni, profili di rischio e risultati investigativi. Questo riflette gli accordi simili che il Canada mantiene con Stati Uniti, Unione Europea e Regno Unito, ed è parte integrante della Strategia Indo-Pacifico di Ottawa per rafforzare i legami economici nella regione.
Sebbene l'attenzione principale sia sulle merci, i flussi di intelligence potenziati spesso si estendono anche ai movimenti passeggeri. I viaggiatori d'affari frequenti potrebbero beneficiare di una valutazione del rischio più precisa e, nel tempo, di code più brevi ai controlli secondari negli aeroporti principali. Le aziende dovrebbero assicurarsi che i team di compliance conoscano bene i regimi di controllo delle esportazioni di entrambi i Paesi, poiché è probabile un aumento delle verifiche congiunte.
L'accordo non modifica le regole su visti o permessi di lavoro, ma getta le basi per futuri sistemi doganali “a sportello unico” che potrebbero integrare dati sulla conformità dei datori di lavoro — un’evoluzione che i manager di espatriati dovranno seguire con attenzione.
Per i team di mobilità globale, l'accordo rappresenta un allineamento più stretto dei protocolli di controllo alle frontiere del Canada con quelli di un altro partner fidato del gruppo "Five Eyes". Le aziende che movimentano merci di alto valore o spostano personale tra i due Paesi — in particolare nei settori minerario, aerospaziale e agroalimentare — possono aspettarsi ispezioni più coordinate e, probabilmente, procedure di sdoganamento più snelle per le spedizioni a basso rischio iscritte a programmi di operatori economici autorizzati.
Una volta presentato alla Camera dei Comuni canadese per la revisione obbligatoria di 21 sedute, l'accordo consentirà a CBSA e alle controparti australiane di scambiarsi dati anticipati sulle spedizioni, profili di rischio e risultati investigativi. Questo riflette gli accordi simili che il Canada mantiene con Stati Uniti, Unione Europea e Regno Unito, ed è parte integrante della Strategia Indo-Pacifico di Ottawa per rafforzare i legami economici nella regione.
Sebbene l'attenzione principale sia sulle merci, i flussi di intelligence potenziati spesso si estendono anche ai movimenti passeggeri. I viaggiatori d'affari frequenti potrebbero beneficiare di una valutazione del rischio più precisa e, nel tempo, di code più brevi ai controlli secondari negli aeroporti principali. Le aziende dovrebbero assicurarsi che i team di compliance conoscano bene i regimi di controllo delle esportazioni di entrambi i Paesi, poiché è probabile un aumento delle verifiche congiunte.
L'accordo non modifica le regole su visti o permessi di lavoro, ma getta le basi per futuri sistemi doganali “a sportello unico” che potrebbero integrare dati sulla conformità dei datori di lavoro — un’evoluzione che i manager di espatriati dovranno seguire con attenzione.
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