
Oltre 2.000 residenti stranieri e loro sostenitori si sono radunati sabato 22 novembre davanti al Ministero dell’Inclusione, della Sicurezza Sociale e della Migrazione in Spagna, chiedendo interventi urgenti per quella che gli organizzatori definiscono una burocrazia migratoria “in crisi”. La manifestazione, guidata dall’avvocato specializzato in immigrazione Pau Ventura, ha visto cartelli con la scritta “Vite sospese sono vite congelate” e testimonianze personali di attese di mesi per appuntamenti necessari al rinnovo delle carte di soggiorno, al rilascio di permessi per la prima volta o al ritiro delle TIE biometriche.
Durante la pandemia, la Spagna ha digitalizzato gran parte della sua piattaforma per l’extranjería, ma gli appuntamenti in presenza per le impronte digitali e il ritiro delle carte restano scarsi, soprattutto a Madrid, Barcellona e Valencia. I manifestanti denunciano che questa carenza costringe i richiedenti disperati a pagare fino a 200 euro sul mercato nero per un appuntamento di 15 minuti, o a rischiare di cadere in una situazione irregolare al momento della scadenza del permesso.
Ventura, i cui post virali sui social hanno dato slancio al movimento, ha consegnato ai funzionari del ministero una petizione con 58.000 firme. Il documento chiede l’apertura straordinaria degli uffici il sabato, un portale nazionale centralizzato per le prenotazioni e una proroga automatica di 60 giorni per ogni permesso in attesa di rinnovo, simile alle misure adottate durante il periodo COVID.
Per le aziende, il blocco burocratico crea problemi di conformità: i dipendenti impossibilitati a ottenere un appuntamento non possono rinnovare l’autorizzazione al lavoro né viaggiare all’estero per affari. I responsabili delle risorse umane segnalano cancellazioni di viaggi e sospensioni di stipendi a causa della scadenza delle carte di soggiorno. Diverse società di relocation consigliano ai clienti di dilazionare le date di inizio incarico o di utilizzare il canale “imprenditore” della Spagna, che garantisce una procedura digitale rapida tramite l’unità UGE.
Un portavoce del ministero ha riconosciuto i ritardi, attribuendoli però a vincoli di bilancio e a un aumento post-pandemico delle domande, cresciute del 37% su base annua. Sebbene sabato non siano state annunciate misure concrete, i funzionari hanno dichiarato di “stare valutando opzioni” per aumentare il personale entro fine anno. I leader della protesta hanno promesso di tornare se entro 30 giorni non si registreranno progressi.
Durante la pandemia, la Spagna ha digitalizzato gran parte della sua piattaforma per l’extranjería, ma gli appuntamenti in presenza per le impronte digitali e il ritiro delle carte restano scarsi, soprattutto a Madrid, Barcellona e Valencia. I manifestanti denunciano che questa carenza costringe i richiedenti disperati a pagare fino a 200 euro sul mercato nero per un appuntamento di 15 minuti, o a rischiare di cadere in una situazione irregolare al momento della scadenza del permesso.
Ventura, i cui post virali sui social hanno dato slancio al movimento, ha consegnato ai funzionari del ministero una petizione con 58.000 firme. Il documento chiede l’apertura straordinaria degli uffici il sabato, un portale nazionale centralizzato per le prenotazioni e una proroga automatica di 60 giorni per ogni permesso in attesa di rinnovo, simile alle misure adottate durante il periodo COVID.
Per le aziende, il blocco burocratico crea problemi di conformità: i dipendenti impossibilitati a ottenere un appuntamento non possono rinnovare l’autorizzazione al lavoro né viaggiare all’estero per affari. I responsabili delle risorse umane segnalano cancellazioni di viaggi e sospensioni di stipendi a causa della scadenza delle carte di soggiorno. Diverse società di relocation consigliano ai clienti di dilazionare le date di inizio incarico o di utilizzare il canale “imprenditore” della Spagna, che garantisce una procedura digitale rapida tramite l’unità UGE.
Un portavoce del ministero ha riconosciuto i ritardi, attribuendoli però a vincoli di bilancio e a un aumento post-pandemico delle domande, cresciute del 37% su base annua. Sebbene sabato non siano state annunciate misure concrete, i funzionari hanno dichiarato di “stare valutando opzioni” per aumentare il personale entro fine anno. I leader della protesta hanno promesso di tornare se entro 30 giorni non si registreranno progressi.
Fonte: Euro Weekly News
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