
Le Baleari si uniscono ufficialmente all’esperimento spagnolo di controllo biometrico alle frontiere. Alle 09:45 CET del 24 novembre, l’aeroporto di Palma di Maiorca ha iniziato a registrare impronte digitali e immagini facciali dei viaggiatori provenienti da paesi terzi, nell’ambito del Sistema di Entrata/Uscita dell’UE (EES), diventando il decimo aeroporto spagnolo ad attivare il sistema dopo le prime prove iniziate a Madrid-Barajas il 12 ottobre. La pagina Facebook dell’Ambasciata Britannica, ‘Brits in Spain’, ha lanciato un avviso mattutino invitando i cittadini britannici a prepararsi a code più lunghe, poiché i chioschi raccolgono i dati al primo ingresso.
L’attivazione di Palma segue quelle precedenti a Tenerife Sud, Lanzarote, Málaga, Alicante, Barcellona e Gran Canaria, confermando la determinazione della Spagna a rispettare la scadenza europea del 10 aprile 2026. Il Ministero dell’Interno ha investito 83 milioni di euro in hardware e personale per porti, aeroporti e frontiere terrestri; tuttavia, gli osservatori sottolineano che i problemi riscontrati a Málaga e Alicante dimostrano che il solo investimento economico non garantisce un processo fluido.
A Palma sono stati installati 36 chioschi self-service per la registrazione e 12 varchi automatizzati eGate. I residenti in Spagna con passaporti non UE sono esentati dalla registrazione biometrica, ma devono comunque passare dalla corsia dedicata ai cittadini di paesi terzi, una complicazione che l’ambasciata avverte potrebbe sorprendere molti pensionati britannici e lavoratori a distanza con residenza spagnola. L’ente aeroportuale Aena prevede che i tempi di elaborazione si stabilizzeranno entro “poche settimane”, man mano che personale e viaggiatori prenderanno confidenza con il sistema.
Per i team di mobilità aziendale, la parola d’ordine è pianificazione. Le riunioni invernali a Maiorca coincidono con una riduzione delle frequenze di volo, lasciando meno margine per riprenotare i viaggiatori che perdono le coincidenze. I responsabili dei viaggi stanno quindi estendendo i tempi minimi di connessione negli strumenti di prenotazione e incoraggiando il personale a prevedere margini di sicurezza negli itinerari. Anche i consulenti per l’immigrazione raccomandano ai visitatori business abituali di conservare la ricevuta rilasciata dal chiosco, utile per risolvere eventuali controversie sul calcolo della durata del soggiorno in future traversate di frontiera.
Guardando al futuro, il governo delle Baleari vede un potenziale beneficio a lungo termine. Superate le difficoltà iniziali, si prevede che i controlli automatici ridurranno le code durante il picco estivo e forniranno dati più precisi sulle permanenze oltre il limite, contribuendo a bilanciare il flusso turistico con la qualità della vita dei residenti. Fino ad aprile 2026, però, Palma rimarrà su una curva di apprendimento seguita con attenzione da tutte le altre regioni spagnole ancora in attesa del proprio turno.
L’attivazione di Palma segue quelle precedenti a Tenerife Sud, Lanzarote, Málaga, Alicante, Barcellona e Gran Canaria, confermando la determinazione della Spagna a rispettare la scadenza europea del 10 aprile 2026. Il Ministero dell’Interno ha investito 83 milioni di euro in hardware e personale per porti, aeroporti e frontiere terrestri; tuttavia, gli osservatori sottolineano che i problemi riscontrati a Málaga e Alicante dimostrano che il solo investimento economico non garantisce un processo fluido.
A Palma sono stati installati 36 chioschi self-service per la registrazione e 12 varchi automatizzati eGate. I residenti in Spagna con passaporti non UE sono esentati dalla registrazione biometrica, ma devono comunque passare dalla corsia dedicata ai cittadini di paesi terzi, una complicazione che l’ambasciata avverte potrebbe sorprendere molti pensionati britannici e lavoratori a distanza con residenza spagnola. L’ente aeroportuale Aena prevede che i tempi di elaborazione si stabilizzeranno entro “poche settimane”, man mano che personale e viaggiatori prenderanno confidenza con il sistema.
Per i team di mobilità aziendale, la parola d’ordine è pianificazione. Le riunioni invernali a Maiorca coincidono con una riduzione delle frequenze di volo, lasciando meno margine per riprenotare i viaggiatori che perdono le coincidenze. I responsabili dei viaggi stanno quindi estendendo i tempi minimi di connessione negli strumenti di prenotazione e incoraggiando il personale a prevedere margini di sicurezza negli itinerari. Anche i consulenti per l’immigrazione raccomandano ai visitatori business abituali di conservare la ricevuta rilasciata dal chiosco, utile per risolvere eventuali controversie sul calcolo della durata del soggiorno in future traversate di frontiera.
Guardando al futuro, il governo delle Baleari vede un potenziale beneficio a lungo termine. Superate le difficoltà iniziali, si prevede che i controlli automatici ridurranno le code durante il picco estivo e forniranno dati più precisi sulle permanenze oltre il limite, contribuendo a bilanciare il flusso turistico con la qualità della vita dei residenti. Fino ad aprile 2026, però, Palma rimarrà su una curva di apprendimento seguita con attenzione da tutte le altre regioni spagnole ancora in attesa del proprio turno.
Fonte: The Local Spain
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