
Aumenta la frustrazione all’aeroporto di Málaga-Costa del Sol, dove i passeggeri segnalano attese fino a due ore al controllo passaporti, conseguenza dell’adozione graduale da parte della Spagna del nuovo sistema biometrico dell’UE. Le lamentele raccolte dal quotidiano regionale SUR il 21 novembre evidenziano carenze di personale, malfunzionamenti ai varchi elettronici e segnaletica confusa che indirizza erroneamente i viaggiatori UE e non UE.
Juan M., viaggiatore abituale per lavoro, ha raccontato al giornale che i varchi elettronici sono stati spesso fuori servizio da ottobre e che durante le ore di punta erano aperte solo poche postazioni manuali. I ritardi si ripercuotono oltre l’immigrazione: i nastri bagagli si intasano, i tassisti perdono corse e i passeggeri in transito rischiano di perdere i voli successivi.
Le autorità assicurano che l’implementazione procede “con assoluta normalità” salvo qualche problema isolato, sostenendo che il nuovo sistema velocizzerà i flussi una volta che la maggior parte dei viaggiatori sarà registrata. Tuttavia, le associazioni di settore avvertono che la cronica carenza di personale potrebbe vanificare i vantaggi dei chioschi tecnologici, soprattutto con l’avvicinarsi delle intense stagioni natalizie e delle conferenze primaverili.
Per i responsabili dei viaggi aziendali, i problemi di Málaga rappresentano un monito. Fino a quando l’affidabilità non migliorerà, i risk manager dovrebbero prevedere tempi più lunghi negli itinerari, evitare coincidenze troppo strette e monitorare in tempo reale i servizi aeroportuali. Le aziende che organizzano eventi sulla Costa del Sol potrebbero anche valutare di scaglionare gli arrivi o di predisporre servizi fast-track per i VIP.
L’episodio mette in luce una verità più ampia: la tecnologia da sola non basta a colmare le carenze di capacità. Mentre la Spagna corre verso l’implementazione completa del sistema EES entro il 2026, sarà fondamentale garantire risorse umane adeguate tanto quanto i chioschi biometrici.
Juan M., viaggiatore abituale per lavoro, ha raccontato al giornale che i varchi elettronici sono stati spesso fuori servizio da ottobre e che durante le ore di punta erano aperte solo poche postazioni manuali. I ritardi si ripercuotono oltre l’immigrazione: i nastri bagagli si intasano, i tassisti perdono corse e i passeggeri in transito rischiano di perdere i voli successivi.
Le autorità assicurano che l’implementazione procede “con assoluta normalità” salvo qualche problema isolato, sostenendo che il nuovo sistema velocizzerà i flussi una volta che la maggior parte dei viaggiatori sarà registrata. Tuttavia, le associazioni di settore avvertono che la cronica carenza di personale potrebbe vanificare i vantaggi dei chioschi tecnologici, soprattutto con l’avvicinarsi delle intense stagioni natalizie e delle conferenze primaverili.
Per i responsabili dei viaggi aziendali, i problemi di Málaga rappresentano un monito. Fino a quando l’affidabilità non migliorerà, i risk manager dovrebbero prevedere tempi più lunghi negli itinerari, evitare coincidenze troppo strette e monitorare in tempo reale i servizi aeroportuali. Le aziende che organizzano eventi sulla Costa del Sol potrebbero anche valutare di scaglionare gli arrivi o di predisporre servizi fast-track per i VIP.
L’episodio mette in luce una verità più ampia: la tecnologia da sola non basta a colmare le carenze di capacità. Mentre la Spagna corre verso l’implementazione completa del sistema EES entro il 2026, sarà fondamentale garantire risorse umane adeguate tanto quanto i chioschi biometrici.
Fonte: SUR in English
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