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La riforma dell'asilo nel Regno Unito estende il percorso verso la residenza permanente da cinque a venti anni

nov 25, 2025
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La riforma dell'asilo nel Regno Unito estende il percorso verso la residenza permanente da cinque a venti anni
Il Home Office ha confermato la modifica più radicale al regime di asilo nel Regno Unito degli ultimi vent’anni. Secondo il regolamento presentato al Parlamento il 24 novembre 2025, i rifugiati a cui viene concessa protezione nel Regno Unito riceveranno ora un permesso di soggiorno temporaneo, rinnovabile ogni 30 mesi. Solo dopo quattro rinnovi — per un totale di 20 anni — potranno richiedere il Permesso di Soggiorno Illimitato.

Per le 160.000 persone che hanno ottenuto lo status di rifugiato dal 2021, l’annuncio rappresenta un duro colpo. Circa 10.000 di loro erano a pochi mesi dal soddisfare il precedente requisito di residenza quinquennale e avevano già iniziato a preparare le domande di insediamento. Le associazioni umanitarie avvertono che i rinnovi ripetuti intrappoleranno i rifugiati in un limbo legale, rendendo più difficile trovare lavoro, casa, aprire conti bancari e ricongiungersi con i familiari. Il Refugee Council stima che le richieste obbligatorie di rinnovo potrebbero generare tra 1,6 e 2 milioni di revisioni individuali nei prossimi dieci anni, con un costo per i contribuenti di 1,3 miliardi di sterline.

La riforma dell'asilo nel Regno Unito estende il percorso verso la residenza permanente da cinque a venti anni


I ministri sostengono che la nuova politica scoraggerà le richieste fraudolente e favorirà i rimpatri una volta che il paese d’origine del rifugiato sarà considerato sicuro. Intervenendo alla Camera dei Comuni, la Segretaria di Stato per l’Interno Shabana Mahmood ha dichiarato che l’obiettivo è creare “un sistema più rigoroso ma più equo, che protegga chi è realmente perseguitato e scoraggi chi cerca di aggirare le regole”. Partiti di opposizione, associazioni imprenditoriali e leader religiosi hanno condannato la modifica come controproducente dal punto di vista economico, avvertendo che i datori di lavoro perderanno l’accesso a talenti che non potranno stabilirsi definitivamente.

Sul piano pratico, i team HR e mobility che impiegano rifugiati dovranno annotare le scadenze per i rinnovi, prevedere budget per le spese legali ricorrenti e prepararsi a ulteriori ritardi nelle procedure del Home Office. I responsabili dei viaggi devono considerare che il documento di viaggio per rifugiati sarà emesso per un periodo massimo di cinque anni, in linea con la durata limitata del permesso di soggiorno. Si consiglia ai datori di lavoro di effettuare un nuovo controllo del diritto al lavoro dopo ogni rinnovo per evitare sanzioni.

Strategicamente, la riforma segnala un inasprimento più ampio dei canali di migrazione umanitaria nel Regno Unito, che potrebbe influenzare i programmi aziendali di impatto sociale e la pianificazione delle missioni internazionali. Le aziende coinvolte in programmi di impiego per rifugiati dovranno ripensare i processi di inserimento e il supporto pastorale per adeguarsi al nuovo orizzonte temporale di 20 anni.
Fonte: The Times

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